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Visualizzazione dei post da aprile, 2025

Un Don Giovanni del porno

  "Don Jon" è un film piuttosto vecchio in cui spiccano attrici famose come S. Johanson e J. Moore. Solo tramite internet ho capito che si tratta di una tessera del mosaico dongiovannesco. Racconta la storia di un giovane di origine italiana, Jon Martello, che nel tempo libero va a caccia di ragazze in discoteca, frequenta una palestra e si masturba a cottimo davanti a filmini porno. La domenica va in chiesa e confessa i suoi peccati. Si fidanza con una bella ragazza (S. Johanson) che lo spinge a frequentare una scuola serale per migliorare in fatto di status. Qui Jon conosce una vedova (J. Moore) che lo consola quando la fidanzata, scoperta la passione per i filmini porno, rompe. La vedova induce Jon a cambiare pettinatura e ad amoreggiare in modo più relazionale. Il regista e protagonista (J.G. Levitt) sfotte gli italoamericani e la religione cattolica in particolare nelle sequenze dedicate alla confessione dei peccati di Jon e all'assoluzione che egli riceve - padre no...

Alcune considerazioni sui sogni

I sogni si possono distinguere in due tipi, del primo, biografico, sono  le "storie" in qualche modo corrispondenti alle nostre esperienze, del secondo, finzionale, le "storie" non corrispondenti alle nostre esperienze, nonostante che possiamo esserne "attori". Inutile precisare che il secondo tipo di sogni incuriosisce più del primo.  I sogni del primo tipo tendono a mettere in scena i "fatti nostri", in modo piuttosto disordinato, infedele, irrealistico, ma, se abbiamo pazienza e coraggio di lavorarci, essi ci aiutano ad  essere sinceri con noi stessi .  Ai sogni del secondo tipo, quelli le cui "storie" non corrispondono alle nostre esperienze, possiamo lavorare come se tali "storie" ci riguardassero allegoricamente.  Sia i sogni del primo sia quelli del secondo tipo possono comunque suggerire spunti riguardanti  tutti  ...  Il post che avete sotto gli occhi presenta alcune "storie"  elaborate  da sogni avuti da me...

Melius deficere ...

  Di recente ho avuto a disposizione due raccolte corpose - complete, forse - di racconti, una da Checov, l'altra da Cortàzar. Postume, com'è ovvio nel caso del russo. Ho letto tutta la raccolta da Checov, non tutta quella da Cortàzar, ma non è questo il punto. Durante la lettura mi è tornato in mente il caso della mancata pubblicazione dell'opera completa* di Elvio Fachinelli, intellettuale e psicanalista di scuola freudiana defunto prematuramente parecchi anni fa. A quanto ne so Fachinelli aveva affidato a Roberto Calasso la cura dei propri libri con lo scopo che essi non finissero monumentalizzati nella dimensione dell'opera completa. Aveva ragione. L'opera completa non è inutile a chi conosce un autore, ma è dannosa a chi non lo conosce "bene". Era il mio caso in rapporto a Checov e a Cortàzar. Invece, guarda caso, poco prima avevo letto una antologia da Carver curata dallo stesso Carver, davvero buona. A volte ti basta un caffè, tutto quanto il bar è...

Vanità degli studi

...  la "vanità degli studi" ha una sua suggestiva immagine, una, mi raccomando, negli studenti delle superiori che preparano qualche risposta - da dare a interrogazioni forse programmate - di mattina prima di entrare a scuola, su una panchina seduti o su un gradino, o in marcia... non frequento treni, tram e simili ...  Io trovo quanto precede imbarazzante, umiliante ... mi vanto di non aver mai ceduto a tale fifa o se vogliamo a tale opportunismo, mai ...  Com'è logico è possibile che tra tali "opportunisti" vi siano anche soggetti ansiosi che non possono fare a meno di perfezionare la preparazione che li ha impegnati durante il pomeriggio del giorno prima...