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Napoleone credeva di essere Napoleone

 Nel leggere I cento giorni , romanzo storico di Joseph Roth dedicato a Napoleone Bonaparte e a una lavandaia - precisamente quando NB riprese il potere (1815) per i celebri cento giorni, mi è tornato in mente il vecchio cliché del matto che si crede Napoleone , roba evidentemente vecchia, difatti oggi di storia nessuno sa più un cavolo *. Ebbene, l'immagine che Joseph Roth dà dell'imperatore è tale da far accettare che un matto qualsiasi davvero si potesse credere la super star Napoleone, dominatore di mezzo mondo, salito dal nulla, amato, ammirato, desiderato da ogni donna, invidiato, obbedito. E forse Napoleone stesso fu un matto a credere davvero di poterla fare a tutti.  E la lavandaia? Una delle tante donne attratte dal e nel carisma dell'imperatore, la cui vicenda interrompe - ma anche si mescola con - il racconto. Opera minore ... *Orsù: nel 1792 è abolita la monarchia, nel 1793 Luigi Xvi è condannato e decapitato. Nel 1804 Napoleone è incoronato imperatore. La Rivo...

Sul confine tra due romanzi di Joseph Roth

  Trovo un certo Kapturak in due diversi romanzi di Joseph Roth, nella Marcia di Radetzky  * e in Giobbe . Quest'ultimo testo mostra di Kapturak solo la faccia del facilitatore di diserzioni e di espatri dalla Russia zarista, a pagamento naturalmente. Riceve la clientela all'interno di una taverna che sta al confine dell'impero austro-ungarico e l'impero russo, al confine tra La marcia di Radetzky e Giobbe . Nel magnifico romanzo LMDR Kapturak, un nome il cui altro senso non sarà certo sfuggito a Joseph Roth, fa anche il prestatore, l'usuraio, il finanziatore, se non il tentatore. In G risolve problemi alla povera gente che non ne può più dello Zar e spende i pochi rubli risparmiati per sfuggirgli. Per andare "in America". Ne vale la pena?  Sta di fatto che il protagonista del romanzo, un maestro di religione ebraica russo, passato in Usa, alla fine si appresta a far ritorno in Europa insieme a uno dei suoi figli, miracolosamente ritrovato.  * me ne sono ...

La prima esperienza amorosa di Carl Joseph Trotta

Dal romanzo La marcia di Radetzky (Joseph Roth, 1932) - prima parte, capitoli 3 e 4 - mi permetto di estrarre qualche brano. Prima del 1914 l'epoca; l'azione si svolge entro l'impero austro-ungarico. Personaggi: il giovane sottotenente degli ulani barone Carl Joseph von Trotta, suo padre, il sergente maggiore della gendarmeria Slama e sua moglie Katharina Luise. Dietro i binari c'era il comando della gendarmeria. Carl Joseph ne conosceva il capo, sergente maggiore Slama. Decise di bussare. Entrò nella veranda, vi si soffocava; bussò, tirò la corda del campanello - nessuno. Si aprì una finestra. La signora Slama si sporse sopra i gerani e chiese: “Chi è?” Vide il giovane e disse: “vengo subito!” Aprì la porta dell'atrio. C'era freddo e un certo profumo. La signora Slama aveva addosso gocce di qualcosa di buono. Carl Joseph pensò ai locali notturni di Vienna. Disse: “non c'è il sergente maggiore?” “E' in servizio, signor von Trotta!” - rispose la donna....

La marcia di Radetzky

Joseph Roth fu un romanziere di lingua tedesca e, perdonate il luogo comune, sobbalza nella tomba ogni volta che qualche nesci mostra di essere al corrente solo dell'esistenza di Philip Roth, scrittore di lingua inglese, magari correggendo l'interlocutore: Joseph? Guarda che si tratta di Philip Roth.  L'inferno di Joseph è tale equivoco.  Ho molta simpatia per JR*, anche per questo motivo un anno e mezzo fa iniziai a tradurre Radetzkymarsch , romanzo da me trovato usato e in ottime condizioni. Ne ho tradotto circa la metà, poi, pervenuto alla descrizione del corteo viennese durante la festa del Corpus Domini , ebbene sì, ho rinunciato alla penitenza. Poche settimane fa mi sono procurato l'edizione italiana e in breve ho terminato di leggere  La marcia di Radetzky .  MDR è un lungo libro che mette in scena gli ultimi decenni dell'impero austro-ungarico senza veleni, senza rancori: si trattò di una morte lenta e dolorosa cui Roth dedica un'attenzione bordata di ne...

Leo Longanesi

Leo Longanesi fu scrittore in vari sensi della parola e fondò una casa editrice fortunata, ora inglobata in un trust editoriale, non ricordo quale, ebbene: andando in cerca di suoi libri, certo non facili da trovare nuovi, né vecchi, i librai mi propongono edizioni Longanesi, mentre io voglio i libri scritti da Longanesi. Sospetto che alcuni di questi librai siano degli ignoranti, per quanto non abbiano più l'età necessaria per farsi perdonare di esserlo.  Tuttavia il massimo dell'ignoranza si ha quando in una libreria chiedi Juenger e ti propongono Jung. Una volta durante una lezione menzionai Joseph Roth, scrittore europeo molto simpatico, e un'anziana bisbetica mi interruppe dicendo che mi sbagliavo, lo scrittore si chiama Philip Roth. Molto antipatico e americano.