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Lo psicologo della mutua

 Il germanista Claudio Magris ieri 9 Gennaio sul Corriere recensiva la nuova traduzione del Castello ( Das Schloss* ) di Kafka proponendo una visione del protagonista, l'agrimensore** K, come esiliato . K non è affatto un esiliato, ma un padre di famiglia in trasferta di lavoro,  e sia pure senza capo né coda,  che mette le corna alla moglie. Sempre sulla scia del traduttore Magris propone un nesso tra la creazione del romanzo e la celebre relazione che Kafka ebbe con una donna sposata, sua traduttrice in ceco, Milena. Ma per favore! Neanche lo psicologo della mutua ...  * Una lettura accurata del testo suggerisce che "cittadella" tradurrebbe meglio, stavolta, Schloss . ** Landgemesser :  in prima battuta significa "geometra" .

Squilli di trombone

  Leggo che lo scrittore Claudio Magris, osannato da diversi "alti" papaverotti locali, ha donato materiale cartaceo vario  e " 70 metri" di libri a un'istituzione culturale fiorentina. Qualora tale misura fosse data da volumi posti in scaffali, "per ritto" direbbe un fiorentino, avremmo che il Magris ha ceduto sui 5  mila volumi. Qualora il Magris si fosse divertito a metterli "a giacere", come direbbe un altro fiorentino, a mo' di "domino", avremmo circa 350 volumi.  Conosco altresì un tizio che da una decina di anni regala, per questioni di spazio e di privata obsolescenza  intellettuale di certi titoli, centinaia di libri suoi a biblioteche e a punti di scambio, ma senza squilli di trombone; e che in gioventù regalò, al  dipartimento universitario in cui si guadagnava da vivere,  qualche decina di volumi freudiani*: ebbene, i colleghi "amministrativi" trovarono, ingrati, che il gesto fosse burocraticamente difficil...