Un romanzo di Borgese: "Rubè"
Colpevolmente in ritardo, ma in occasione del centenario della sua uscita (1921), ho letto Rubè , di Giuseppe Antonio Borgese. Si tratta di un lungo romanzo abbastanza pirandellistico che narra la storia di Filippo Rubé, nevrotico siciliano che dal paesello passa nella Capitale disposto a far carriera avvocatesco-politica. Sennonché incombe la guerra (1915-1918) e Pippo, interventista convinto, diviene soldato. Pervenuto nei dintorni della pugna scopre di aver paura, o di poter averne, se ne vergogna, e il suo interventismo si stempera in nuances più intimistiche. Introspettive! Non disdegna altresì di sfruttare tali rispettabili paturnie per sedurre una fanciulla, Eugenia. In battaglia Pippo si batte da prode e riceve una buona ferita che gli permette di ospedalizzarsi in modo definitivo. Viene distaccato a Parigi con compiti diplomaticamente militari. Impara la lingua e s'incapriccia di una borghese d'alto bordo, Celestina, cui tenta di servire di nuovo il piatto viltà-corag...