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Al confine di una potente soggettività

 "Giulia" è un film di Ciro De Caro fatto nel 2021 in tempo di mascherine, e già questo è interessante. A parte che non credo sia solo romano e dintorni il pubblico dei film in Italia, no? - la storia riguarda una giovane che è stata da poco lasciata dal fidanzato e si arrabatta ad alzare qualche soldo in un centro anziani, chiuso poi a causa della gestione del covid che tutti abbiamo conosciuto. In compenso Giulia entra in contatto con un paio di squinternati suoi simili che la ospitano. Viaggia leggera, raccatta cose, le rivende, transita al confine di una potente soggettività, la sua. I tre vanno al mare. In un certo modo il film mi riporta a certe esperienze degli anni sessanta, tutto è cambiato, qui non "la ragazza con la valigia" abbiamo, o una che "io la conoscevo bene", no: una con lo zainetto che alla fine da sola, liberato un cavallo da un recinto, trova un'acqua marina tranquilla e si inabissa. Fine del film. Splendido, ottimi attori, Giulia...

Ferzetti, Pietrangeli, Antonioni, Sandrelli

Antonio Pietrangeli ci dette "Io la conoscevo bene" (Stefania Sandrelli, Nino Manfredi e altri che non ricordo). Nel "53 uscì "Il sole negli occhi", con Gabriele Ferzetti, una quantità di signorine a me ignote, Paolo Stoppa e Francesco Mulè : in definitiva "Il sole" anticipa il tema dell'altro film qui segnalato. Una ragazza di paese va a Roma a fare la donna di servizio, conosce uno stagnaro sciupafemmine e se la cava per miracolo. Dieci anni dopo la protagonista di "Io la conoscevo bene", anche lei campagnola inurbata, se la cava suicidandosi . Gabriele Ferzetti ha fatto il borghese antipatico con Antonioni, il che lo rende ridicolo nella parte dello stagnaro, o idraulico, o trombaio. Bravo però. Peccato che abbia incontrato Antonioni. Mi pare che Pietrangeli abbia cercato, come altri autori del cinema di quegli anni, di esprimere il disagio della trasformazione dell'Italia e del cosiddetto miracolo economico, dopo la seconda g...