Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta DAD

Dad

 Un esperto di mezzi comunicativi moderni (si chiama E.Fleischner, parla italiano con l'accento di coloro che praticano molto la lingua inglese - ci versa le sue conoscenze grazie a Radio radicale ) stamani ha toccato il tema della didattica a distanza, detta Dad (in inglese "papà"). Secondo l'esperto Fleischner deprecare la Dad è un errore; se tale pratica non ha funzionato in Italia la ragione sta nel fatto che gli insegnanti non erano pronti. Bisogna riprenderla dunque in considerazione - certo come una pratica parallela alla didattica in presenza. Personalmente negli ultimi anni di insegnamento universitario avrei pagato per fare Dad, senza cioè misurarmi dal vivo con la impudenza di studenti e "studente".

Stato e sindacati

 Sabino Cassese nel Corsera (19 VII) tra le altre sue critiche allo Stato italiano durante la "pandemia" tocca l'istruzione, a quanto pare peggiorata dalla "didattica a distanza". Afferma poi che ai sindacati della scuola non importerebbe l'istruzione, ma l'inclusione in ruolo di nuovi insegnanti. Ora, i sindacati della scuola organizzano i lavoratori loro iscritti - e paganti quote. Ne difendono gli interessi. Fanno il loro mestiere di sindacati? Non lo so, ma certo il personale della scuola (dai bidelli ai "presidi") fa parte dei lavoratori. I sindacati invece non fanno parte dello Stato. Il discorso di Cassese mi ricorda le chiacchiere che da sempre incolpano i sindacati.  I sindacati però non difendono abbastanza efficacemente i diritti dei lavoratori - scuola, fabbrica, pubblico, privato. Prova ne sia, tornando alla scuola, che gli insegnanti sono pagati poco. Lo Stato è la controparte, il padrone. Con la controparte non si collabora. Se s...