Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Fotocopie

Libri ancora.

Si dirà che il discorso vale per la narrativa, meno effimera, e non vale per i testi scientifici, più effimeri. Ebbene: certo, tra trenta anni la "Introduzione alla psicologia sociale" curata da Miles Hewstone sarà meno appetibile, trovata dal lettore Tizio in un cassetto di suo nonno, de "Il nome della rosa" di Umberto Eco, non lo nego. Tuttavia un buon libro, anche se datato, farà ancora a distanza di decenni il suo lavoro. Purché resti libro.

Libri.

I libri sono oggetti che hanno una durata enorme, misurabile almeno in decenni, in certi casi in secoli, per il fatto minimale che consistono in pagine rilegate e protette da una copertina più o meno robusta. Sono acquistati da tizio, che non è detto li legga, restano (chiusi) in uno scaffale, passano di mano, vengono venduti o abbandonati, ma resistono, anche se non sono amati resistono, in attesa del loro lettore, che prima o dopo, anche molti decenni dopo, arriva. Senza rilegatura e copertina la vita dei libri è breve e continuamente minacciata dalla fine nel bidone della spazzatura. Il libro attira la curiosità anche dell'analfabeta proprio con la copertina, con il suo essere un oggetto talvolta gradevole. Tutto qui.

Fottocopie di libri.

La mia antipatia per le fotocopie è essenzialmente estetica, voglio dire che le fotocopie di un libro sono più brutte del libro fotocopiato, durano meno, attirano meno l'attenzione, nei decenni, di eventuali inattesi lettori, e finiscono nell'immondizia al primo trasloco. Chi non ama i libri non deve fare studi universitari.

Sembra che ingannino il tempo.

Sembra che ingannino l'attesa toccando e guardando le loro fotocopie nel corridoio, ma il fatto è che stanno preparando l'esame. Fatto, magari lasciano le fotocopie su una panca, o gli "appunti". I libri sono opzionali.