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Disertori italiani dal 1940 al 1945

Ho letto Disertori di Mimmo Franzinelli, un bel libro - forse meritava una veste migliore - sul fenomeno della diserzione nel corso della guerra che l'Italia combatté dal 1940 al 1945. Fino alla caduta del regime (25 luglio 1943) ed all'armistizio (8 settembre 1943) invero le diserzioni (punite assai seriamente) furono un fenomeno modesto anche se avventuroso, specie in Russia. Dopo l'8 settembre fino alla fine della guerra e della lotta fratricida le diserzioni furono moltissime in tutte e da tutte le parti in causa, duecentomila dal cosiddetto regio esercito, centomila dalle armate della RSI. Leggendo ho avuto l'impressione che, nella ricostruzione di Franzinelli, la motivazione dei disertori vincente sulle altre fosse meno ideologica ed etica che improntata alla sopravvivenza ed all'attaccamento alla vita quotidiana. Insisto: si tratta di un reato in tempo di guerra punito spesso tramite la fucilazione, non stiamo parlando di multe per divieto di sosta.

Letture programmate

Un conoscente, cui ho segnalato due libri usciti da poco, mi ha ringraziato chiarendo però che lui ha letture già programmate e che non prevede neppure di poterle fare tutte. Ciò mi ha suggerito che il mio conoscente sia un professionista. Io, che non solo mi trovo "in pensione", ma che forse non sono stato un professionista neppure quando ero operativo, come dilettante mi posso invece aprire ad ogni tipo di lettura che mi vada di fare. Sono un puttaniere dei libri.