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Visualizzazione dei post con l'etichetta Prostituzione

Bliss

 "Bliss", che in inglese significa all'incirca beatitudine, è il titolo di un film tedesco del 2021 dedicato alla passione amorosa tra due donne impiegate in una casa di appuntamenti a Berlino. Regia di Henrika Kull. Ottima cinematografia ravvicinata agli oggetti che a me ricorda le angustie spaziali di "In the mood for love". Probabile che "Bliss" sia la denominazione della casa di appuntamenti. Clientela maschile, cinque o sei ragazze all'opera. Quel che mi sembra evidente, oltre al visibile già menzionato, è che la beatitudine si crea solo tra le due protagoniste, mentre le sedute a pagamento con gli uomini - e gli uomini stessi - appartengono a un diverso ordine. Molto ben remunerato, se è vero che una delle due ragazze paga un viaggio in taxi da Berlino in Italia con i contanti prelevati da una sua cassetta di sicurezza. Due sono dunque i mondi che la Kull presenta, da una parte quello femminile, "maitresse" e ragazze, giocoso e tene...

Il soldato Ferdinand ferito in guerra

Guerre , inedito di Céline pubblicato in Francia nel 2022 e di recente uscito anche in Italia, racconta in prima persona quel che accade al soldato Ferdinand, ferito gravemente in battaglia, dopo il suo ricovero in ospedale. La guerra è iniziata nel 1914 e finirà nel 1918. Nonostante il suo stato Ferdinand si ambienta*, stabilisce delle relazioni, finalmente esce e frequenta la città, Peurdu sur la Lys **. Insieme a Bebert ***, un altro ferito ospedalizzato, si accosta alla vita mondana del luogo, multiforme in quanto vi stazionano militari di vari eserciti alleati. La guerra guerreggiata è molto vicina. Romba il cannone. Ferdinand è formalmente interrogato da un ufficiale in merito alle circostanze della sopravvivenza in battaglia che stranamente è toccata a lui soltanto. Teme la fucilazione! Invece viene decorato. Arrivano i genitori da Parigi. Insieme a Bebert e Angèle, la moglie dell'amico, Ferdinand va a pranzo a casa di un notabile della cittadina, collega del padre. Dai sala...

Le case editrici minori e l'università.

Le case editrici minori pubblicano a pagamento (degli autori, con il "contributo" dell'università) le opere più o meno inevitabili degli studiosi accademici, le quali servono di solito per essere presentate ai concorsi a ricercatore, ad associato o ad ordinario. Quasi nessuno le legge e finiscono in armadi dimenticati. Le c.e. minori distribuiscono male i libri in questo modo pubblicati, anzi se ne fregano di venderli, perché hanno il loro guadagno nel "contributo spese" degli autori più o meno fortemente sovvenzionati dall'università. L'avanzamento della scienza non è da tutto ciò escluso, ma resta improbabile che un libro che non riesce a farsi luce almeno presso un editore, se non a pagamento, sia un buon libro. So quel che dico: due case editrici della mia città mi hanno proposto di pubblicare un mio libro chiedendomi sui millecinquecento, duemila euro di "contributi". Ho rifiutato. Il mondo può fare a meno del mio libro, non faccio concor...