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Giochi di parole: esempi facili.

 Molti chiamano "gioco di parole", sublime regalo del caso, del linguaggio e dell'ingegno, il "bisticcio di parole" cacofonico e scemo dettato dal caso. Costoro senza saperlo sono dei sadici, perché infilano spilloni nel buon gusto di chi sa distinguere uno sputo da un fiocco di neve. "La rivoluzione non russa", slogan per attirare lettori, del quotidiano " Il manifesto", è un gdp . "Matto notorio" è un gdp dedicato all'amm. di condominio ("condemonio"). "Giogo di parole" è un gdp autocritico. "M'illumino d'incenso" è un gdp, da Ungaretti. "Condraculazioni" è un gdp vampiristico. "Il molare della favola" è un gdp odontoiatrico. "Infernet" è dantesco. "Un pasto al sole" ridimensiona gli ambiziosi. "Ho letto una lettera" è un bisticcio.  "Sono riusciti a uscire" è un bisticcio. "Politicamente corrotto" è un gdp. "Bracci...
1.Non si dice "aurea", quando si vuol accennare a un qualche "alone" all'incirca "soprannaturale" che si attribuisce per esempio ad una persona. Si dice "aura". Ne deriva il termine "aureola". 2.Quando s'incorre in una qualche assonanza di parole non voluta ciò si definisce "bisticcio", e non "gioco di parole". Certo un bisticcio può conquistare qualche volta il titolo di gioco di parole (in francese calembour), ma quasi sempre risulta essere un incidente sgradevole di suoni. Anche il gioco di parole può essere non voluto, ma si riconosce perché strappa un sorriso. Il bisticcio fa invece pena. Viene in mente la ripetizione presente in uno scritto: se è voluta dà forza, se non è voluta la toglie. 3. Quando non si conosce il significato di una parola è meglio non usarla. Certo, sapere di non sapere è già un sapere, e molti non sanno di non sapere. Costoro sono i veri ignoranti, che hanno diritto di parlare, c...