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"Formazione"

Quello che leggo stamattina a proposito di "formazione di 20 ore" di personale destinato a collaborare, in un comune del Friuli, con polizia e carabinieri, è solo un piccolo esempio del destino infame che ha da anni e anni colpito il concetto e la parola "formazione". In 20 ore non si forma nessuno, si danno istruzioni, si avvia una pratica. La formazione è un processo lungo che è fatto di esperienze e riflessioni sulle esperienze, con o senza la "supervisione" di persone che, appunto nella formazione, sono più avanti.

25 a pile

In merito al 25 aprile pare che in tv si sia offerta l'immagine di giovanissimi ignari della resistenza al fascismo e della guerra partigiana, ciò che chiama in causa gli studi, in primo luogo. La scuola. Non mancano del resto giovanissimi ignari di geografia, anche di quella italiana, né diplomati che non sappiano scrivere correttamente in italiano, e che non leggano mai un libro. I motivi di questi tipo di ignoranza in senso stretto saranno molteplici. Per esempio l'italiano inteso come saper scrivere conta poco, a scuola, per cui magari ti danno 8 in uno scritto di storia dell'arte pieno di errori d'italiano; quanto alla geografia, il suo insegnamento spazia sul socioeconomico e trascura il "dove", che è tutto, ma ci pensa il navigatore satellitare a indicarti la via, e in genere internet a toglierti la curiosità di sapere dov'è Pavia. Il motivo secondo me principale dell'ignoranza a scuola sta nel fatto che la scuola elementare e media è un conteni...

"Educazione alla legalità"

Essendomi guadagnato da vivere per 40 anni in una facoltà che aveva come ragione sociale l'insegnamento, mi è capitato di far caso non pochi anni or sono al concetto di "educazione alla legalità", adoperato da sciocchi colleghi ed ancora più sciocchi studenti.  Dico subito che prima d'iniziare a trattare qualsiasi tema inerente l'insegnamento bisogna fare piazza pulita dell'uso mostruoso che oggi si fa del termine "formazione", che viene confuso con quello di istruzione, cioè: invece di dire "istruire" si dice "formare".  Vengo al punto: la legalità non può essere oggetto di istruzione, a meno che non si voglia aggiungere altra acqua al vino della scuola. La legalità dev'essere l'effetto formativo di pratiche tecniche (scrivere, leggere, far di conto, sapersi situare nello spazio e nel tempo: lingue, matematica, storia, geografia) caratterizzate dal rispetto delle loro regole.

Saluzzo docet

L'assottigliarsi della distanza tra docenti e discenti, nella scuola, porta a qualche inconveniente di troppo, come s'intravede anche nel caso (qui preso in astratto) di quel professore di Saluzzo che avrebbe avuto "storie" con sue alunne, negli anni passati, e che adesso rischia grosso, almeno per il fatto che le allieve ai tempi erano minorenni, dato che la legge vieta i rapporti erotici tra gli adulti e i minori, anche se questi ultimi sono d'accordo.  E' discutibile, questo divieto, e non tiene conto della diminuita distanza tra il mondo degli adulti e quello dei minori. Naturalmente non tiene conto neppure del fatto che la seduzione è un fenomeno interattivo .  Quanto all'accusa eventuale al docente di Saluzzo di aver "indotto" un'allieva al suicidio (nel contesto d'una loro relazione extrascolastica), tale accusa rimanda a un reato discutibile almeno come quello di plagio. Il docente ha certo commesso degli errori, cedendo con og...