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Le facce di due storici

Paolo Mieli ed Ernesto Galli della Loggia giorni or sono hanno imbastito una trasmissione (in Rai Storia) per giustificare l'uso che gli statunitensi fecero dell'atomica contro il Giappone nel 1945. Non è la prima volta che leggiamo o sentiamo che tale abominio servì a dare un taglio alla guerra - e ad ulteriori  perdite Usa. I due storici, il divulgatore Mieli  e l'accademico Galli della Loggia, avevano sul volto l'espressione di chi sa di proporre delle mostruosità, ma non vuole, non può rinunciare a farlo. Tanta è l'adesione, specie di questi tempi, all'imperialismo americano! Nulla e mai finora è stato così infame e inumano come la distruzione istantanea di due città e il massacro dei loro inermi abitanti. Premendo un bottone dall'alto dei cieli.

Quando il male è assoluto

In un recente numero della Lettura, supplemento domenicale del Corriere, Sergio Romano ha trattato il tema  delle componenti etiche del lavoro degli storici, prendendo alla fine dell'articolo posizione su due porcate risalenti alla seconda guerra mondiale (1940-1945): lo sganciamento della bomba atomica da parte degli statunitensi su Hiroshima e Nagasaki, e lo sterminio di milioni di ebrei da parte dei tedeschi e dei loro accoliti. Sulla prima porcata ha ribadito una posizione da lui già espressa in precedenza: che sarebbe stata giustificata dall'esigenza di concludere la guerra nel Pacifico degli Usa contro il Giappone. Sulla seconda ha proposto a un dipresso che fu ingiustificabile perché ispirata dalla follia antiebraica di Hitler e del popolo tedesco, che tale follia avrebbe non solo sopportato, ma anche supportato. Gli ebrei furono sterminati con un impegno durato anni perché ebrei ; gli abitanti delle due città giapponesi furono sterminati con un impegno durato pochi gior...