Goethe con Proust
Di recente ho tradotto dall'originale I dolori del giovane Werthe r. Nel lavoro, lento e perciò attento ai dettagli, ho colto due accenti "proustiani", ragion per cui concludo che in Proust (1871-1922) v'è del Goethe. Ricorderò tre passi "proustiani" del Werther. Il primo: recandosi in carrozza ad un ballo insieme a due ragazze, Werther viene informato del fatto che Lotte, che i tre stanno andando a prendere, è fidanzata, ciò che lascia il ragazzo indifferente. Fulminato al primo sguardo, intriso nel miele della serata danzante, il ragazzo ode una signora ricordare maliziosa a Lotte un certo Albert. Chi è Albert?, lui chiede. E' il mio fidanzato, risponde Lotte. Orbene, Werther osserva che l'informazione, ora, messa in rapporto alla realtà relazionale creatasi tra lui e Lotte, vive di quella vita che prima, slegata da essa, non viveva. Ciò è perfettamente "proustiano" - non dico geniale, dico proustiano. Il secondo: avanti nella storia ...