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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

I progetti suicidari di un avvocato

Di recente sono tornato a leggere L'airone , romanzo di Giorgio Bassani. Con maestria vi si rappresentano una giornata di "svago" venatorio e lo stato mentale di un proprietario terriero in disarmo. L'avvocato Limentani nel 1947 si trova - soprattutto si vede , a quaranta anni appena - cornuto, semi impotente, minacciato dai comunisti. Sopravvissuto in Svizzera alla sorte dei suoi correligionari ebrei, è in crisi per essere sopravvissuto; disadatto al mondo, quel che è peggio lo sentiamo disadatto alla sua storia personale. Tutto vero, e insieme tutto travisato da uno stato potente di depressione. Il romanzo o racconto che dir si voglia inizia all'alba e minuzioso termina all'inizio della notte. L'airone del titolo, in un caso esplicitamente sovrapposto al protagonista, è una delle prede della giornata di caccia, beninteso abbattuta dalla guida venatoria in palude di Limentani, non da lui. Che con nefasta abilità interpreta ciò che vede come minaccia, deri...

Corsicato: da Pappi a Pasquale

  Pasquale Corsicato ha lasciato Napoli e ha trasferito l'impresa filmica che sostiene da molti anni, anzi decenni, a Milano. Nel trasloco ha rinunciato ai gusti acri di un tempo confezionando un'opera che non so se avrei riconosciuto come sua, se non ne fossi stato informato. S'intitola "Perfetta illusione" ed è del 2022. Racconta di un giovane artista: dotato di ascendente sulle femmine e bugiardo, costui s'inguaia, tra donne e pittura, a un punto tale che finisce in galera. Consiglio il film, godibile e ben recitato da tutti i professionisti chiamati in causa, a parte Francesco Bonami, il noto critico d'arte che qui recita male sé stesso. Non racconto tuttavia riassuntivamente la trama, come spesso mi accade, limitandomi a segnalare che essa mi ha ricordato Stefan Zweig, quel notevole scrittore austriaco che forse oggi non brilla più sugli scaffali come ottanta anni fa. Mi pare che Corsicato abbia oltrepassato la sua fase "Pappi" e abbia conqu...

Saramago, Pessoa, Ricardo Reis

 Il lungo romanzo di José Saramago L'anno della morte di Ricardo Reis (1984) racconta del ritorno in patria dal Brasile del quasi cinquantenne RR, medico, verso la fine dell'anno 1935. RR prende alloggio in un buon albergo di Lisbona* dove tra l'altro inizia una relazione erotica con Lidia, giovane cameriera in loco. Nel contempo ha una relazione platonica con la signorina Marcenda, una handicappata di Coimbra ospite saltuaria nell'albergo stesso. RR infine si installa in un vasto appartamento, infatti non manca di denaro; esercita la professione come sostituto di un collega malato; lo accudisce Lidia. In Portogallo, ci ricorda il romanzo, vige un solido governo autoritario, quello di Salazar; in Spagna sta per cominciare la guerra civile che porterà al potere Francisco Franco, destinato a governare per decenni come Salazar. Chi per caso ignorasse il modo di raccontare di Saramago può conoscere qui l'abile sua tecnica dialogante non senza ricavarne un certo piacere,...