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Metello

  Riletto dopo circa sessanta anni Metello , romanzo di Vasco Pratolini del 1952, trovato per caso in uno scambio libri. Racconta attraverso la storia di un giovane proletario l'andamento difficile di uno sciopero nell'edilizia avvenuto nel 1902 a Firenze. Allora i tempi erano duri per i lavoratori, infatti i loro padroni tendevano a pagarli il meno possibile e, quando si ribellavano, i lavoratori si trasformavano in carcerati e qualche volta in morti ammazzati. Oggi vale ancora la regola dello sfruttamento massimo possibile. Metello, il protagonista, partecipa allo sciopero e insieme si concede, uomo sposato, un'avventura erotica con una vicina di casa. Come tutto finisce, termina lo sciopero e l'avventura erotica. Pratolini negli anni sessanta aveva molto successo, ogni uscita di un suo nuovo romanzo era salutata da dibattiti qua e là in tutta Italia. Forse oggi è dimenticato, specialisti e vecchi lettori a parte.  E' finito anche lui? Bisognerebbe fare la prova, ...

Nella Pericciuoli (1896-1989)

  Dei miei nonni l'unica che io abbia conosciuto fu un personaggio degno di privata nota, credo. A proposito delle manifestazioni di massa che spesso nei decenni animarono il centro della nostra città lei usava dire: "oggi c'è bubbù" *. Logicamente ai tempi non amavo questa formula sminuente ciò che a me sembrava invece piuttosto valido e a cui non di rado partecipavo (anni sessanta, settanta ...). Oggi considero quel "bubbù" una sorta di caninizzazione  - dopotutto bonaria - delle masse manifestanti, politiche o sindacali che fossero, ma può darsi che mi sbagli, né mia nonna può spiegarmelo, infatti è morta da più di trenta anni. Noto invece che lei era nata nel 1896, un anno dopo l'uscita de La psicologia delle folle , di Gustave Le Bon, un libro forse discutibile, ma innegabilmente fortunato. Le Bon, certo in base alle sue osservazioni delle grandi manifestazioni di massa avvenute a Parigi nella seconda metà dell'ottocento, ebbe scarsissima stima ...