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Il silenzio è di tutti ?

 Da quando esistono gli studi universitari, anche in città relativamente piccole sono cresciute sedi accademiche importanti, dove il numero degli studenti è (stato) grande in rapporto a quello degli abitanti. Da sempre gli studenti hanno sì ingrassato parte degli abitanti, ma schiamazzando e sgavazzando hanno disturbato i più - anche nelle ore notturne *. Che io sappia, oggi due sono le città italiane le cui università soffrono e godono tale condizione, Padova e Pisa. A Padova due giorni fa un anziano ha sparato con un fucile da caccia su un gruppo di giovani che festeggiava notturno la laurea di uno (o più di uno) di loro. Individuato come responsabile, l'anziano si è il giorno seguente fatto fuori gettandosi dalla finestra. Il cuore tecnico della faccenda è il fucile da caccia disponibile all'anziano. Attorno a tale "cuore" c'è la tradizione studentesca chiassosa di cui sopra, forse l'invidia di un vecchio per i giovani in festa, forse il caldo ... Due alme...

Un quarto d'ora di lettura al mattino del sabato

 Nel quotidiano La Repubblica in data 11 III si poteva leggere un articolo su l'invito che un influente personaggio francese - il cui ruolo e il cui cognome  però non ricordo - ha rivolto al popolo: leggete un libro per 15 minuti domattina, credo - oppure ogni mattina? Sarà "domattina". Cioè ieri sabato. Negli altri giorni chi lavora, a meno che non sia un intellettuale, di mattina non può leggere un libro. Poniamo dunque che l'invito indicasse il sabato mattina per il quarto d'ora di lettura di un libro. Ora, due erano le cose su questo tema da evitare: una, parlar bene della lettura , due, deprecare chi non legge . Ora sono tre, infatti non s'invita "il popolo" a leggere per 15 minuti un libro. Si legge in silenzio per 15 o 150 minuti un libro o qualsiasi altra cosa che sia leggibile e si sta in silenzio. Anzi, visto che in giro pare che non si legga, si gioisce interiormente nel fare qualcosa di straordinario. Interiormente, mi raccomando.