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Coraggiosamente, i responsabili delle 5 bocciature a Pontremoli le hanno ribadite, per quanto le pressioni su di loro siano state forti. Stanno restituendo  energia alla scuola, mi rifererisco al significato di quel che accade a Pontremoli, non ai dettagli reali, che ignoro. A proposito però di handicap comunicativi, e di ignoranza dell'italiano, genericamente indicati come cause delle bocciature pontremolesi, ricordo di aver dovuto esaminare, all'università, soggetti ignari della lingua italiana (che già gl'italiani sbertucciano), e soggetti afflitti da infermità che erano loro di gravissimo impedimento comunicativo. I primi avrebbero dovuto essere esaminati, forse, in una lingua meno marginale dell'italiano, l'inglese? Ma col cavolo, che sapevano l'inglese. O il francese. I secondi avrebbero dovuto essere esaminati secondo modalità certo diverse dal colloquio (per altro devastantemente obsoleto - anche se usato con non handicappati quasi tutti spiattellan...
la scuola pubblica che il cosiddetto premier e alcuni dei suoi cortigiani attaccano in quanto manipolatrice sinistrorsa dei piccini non esiste se non nella immaginazione preelettorale ed ignorantistica del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani. la scuola pubblica che la cosiddetta opposizione ed alcuni intellettuali difendono, dagli attacchi preelettorali ed ignorantistici del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani, in quanto nobile istituzione democratica e formativa, non esiste se non nella immaginazione di questi intellettuali e cosiddetti oppositori. la scuola pubblica è un barcone di disperati che arranca in preda alle ondate crudeli, marcia e stracarica.
pensare, come da molto faccio, ad una scuola attraente, quindi non obbligatoria, ad una scuola che è un diritto per tutti, non un dovere, ad una scuola slegata da vincoli di età, leggera, agile, ripeto: attraente; pensare ciò implica immaginare un cambiamento di tutta quanta la società, quindi è un pensare rivoluzionario. Infatti ad una scuola non obbligatoria, diritto ma non dovere, deve corrispondere il diritto al lavoro come possibilità, per chi non vuole studiare, di lavorare, ma senza rischiare di cadere nelle grinfie di sfruttatori che pensano soltanto alle merci ed ai profitti, non alle persone. Significa ciò che ad una scuola non obbligatoria ma attraente deve corrispondere il lavoro non obbligatorio ma attraente? Sì. E' al socialismo che penso, ed alla distruzione del capitalismo: ad un socialismo forte ma libertario.Che non obbliga nessuno a studiare, nessuno a lavorare, ma impedisce a chiunque di sfruttare chiunque, minorenne o maggiorenne.

Mini Gel.

Che non si parli di politica, a scuola! Così pare che abbia chiesto la giovane signora che funge da ministro dell'istruzione. E' politica, chiedere di non parlare di politica, con un precedente che non so se la signora conosce. Nell'insegnamento, specie dalle medie in poi, ciò che riguarda la polis è inevitabile. Evitandolo, ci s'infila nell'idiozia. Agl'insegnanti, se potessi, consiglierei di "politicizzare" le loro discipline, logicamente senza fare sciocca propaganda contro o a favore di questa o quella parte. Logicamente senza sindacaleggiare a capocchia.

Illusi.

Se la scuola funzionasse molti studenti arriverebbero all'università in vena di studio, o resterebbero altrove a fare altro. Ma la scuola illude, promuovendo asini che approdano poi all'università totalmente privi di barlumi.

Maestro unico.

La scuola, specie asilo, elementari e medie, è un parcheggio per minori resosi necessario a causa dell'organizzazione della vita, del lavoro e della mobilità nelle famiglie, che non possono (più) occuparsi dei figli per un gran numero di ore al giorno. In questo parcheggio l'insegnamento di base è soffocato da una congerie di stupidaggini tipiche di una situazione in cui c'è da ammazzare il tempo. Così i minori crescono incapaci di leggere scrivere parlare contare, in compenso a otto anni sanno o meglio credono di sapere che cos'è il traffico degli organi, la violenza sessuale e il bullismo. Il governo Berlusconi è una compagine di dilettanti allo sbaraglio direttamente dipendenti dal loro padrone e creatore, che dove tocca fa dei danni, non solo, lavora a far crescere l'ingiustizia sociale. Dunque se tocca la scuola, in direzione dell'allontanamento dal lavoro di migliaia di insegnanti, per fare il "maestro unico", sbaglia. Ciò non significa che la sc...