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Pavese traduce Steinbeck

In uno "scambio libri" contenuto da una vetrinetta di legno piazzata tra gli alberi in vicinanza del monastero di Monte Senario (Firenze), ieri ho trovato Uomini e topi , romanzo di John Steinbeck tradotto da Cesare Pavese - edizione Bompiani 1943. Umido. Dopo averlo preso e averlo lasciato asciugare, a valle, ho iniziato a leggere, non senza notare che l'italiano della traduzione difficilmente può essere paragonato alla scrittura del Cesare, a tratti sublime ( La luna e i falò ); che l'America degli anni quaranta davvero era un mondo da qui lontano; che non si conosceva l'abbigliamento in tessuto "denim", eccetera. Non è quindi un caso che oggi alla traduzione di Pavese se ne affianchi una nuova, meno spaesata.