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Visualizzazione dei post da ottobre, 2024

Auto da fé

  Nel salotto di Frau Dietlinde Gruber un ospite sere fa ha affermato che la coalizione sconfitta alle recenti votazioni regionali in Liguria aveva, ricusando l'apporto di Italia viva, "fatto auto da fé" ... il giornalista sembrava voler dire che i perdenti avevano  danneggiato   sé stessi  ("auto") con tale scelta, peccato che "auto da fé" sia un'espressione portoghese, risalente ai secoli della Inquisizione, che significa "atto della fede" *... ritengo che, dopo l'uscita in Italia, decenni fa, di un romanzo di Elias Canetti intitolato  Auto da fé ** ,  la stampa per superficialità abbia diffuso l'errore di cui sopra ... in effetti, io valuto, ricusare l'apporto di Italia viva da parte della coalizione perdente in Liguria ha rappresentato non tanto un "farsi del male" quanto un "atto della fede"... ragion per cui l'ospite di cui sopra senza volere ha detto il giusto ... *  Sentenza del tribunale inquis...

Virtù cattolica

 Germania, primi anni 50. Nina, pubblicista, corona il suo sogno d'amore e si sposa con Maurice, ebreo polacco, cantante lirico, artista di successo, affetto tuttavia da depressione e tossicomania. Morfina. Dal 1951 al 1956 Nina si occupa di lui, lo segue nei vari spostamenti da un teatro all'altro e cerca di difenderlo dalle suaccennate "malattie" fino alla morte, che avviene però a causa di investimento da parte di un'auto. Chiarito che a defungere è il cantante, avviso chi legge che sto trattando di un romanzo epistolare intitolato Avventure della virtù (Abenteuer der Tugend), pubblicato negli anni 50 da Luise Rinser. Ne ho scorso le prime 86 pagine in tedesco, poi me ne sono procurato l'edizione italiana tramite la biblioteca comunale dell'Impruneta e ho constatato che mi era sfuggita, a causa di un eufemismo, proprio la tossicomania di Maurice. Capita, quando leggi "abituale conforto" al posto di "morfina"... Come ho già precisato...

Bliss

 "Bliss", che in inglese significa all'incirca beatitudine, è il titolo di un film tedesco del 2021 dedicato alla passione amorosa tra due donne impiegate in una casa di appuntamenti a Berlino. Regia di Henrika Kull. Ottima cinematografia ravvicinata agli oggetti che a me ricorda le angustie spaziali di "In the mood for love". Probabile che "Bliss" sia la denominazione della casa di appuntamenti. Clientela maschile, cinque o sei ragazze all'opera. Quel che mi sembra evidente, oltre al visibile già menzionato, è che la beatitudine si crea solo tra le due protagoniste, mentre le sedute a pagamento con gli uomini - e gli uomini stessi - appartengono a un diverso ordine. Molto ben remunerato, se è vero che una delle due ragazze paga un viaggio in taxi da Berlino in Italia con i contanti prelevati da una sua cassetta di sicurezza. Due sono dunque i mondi che la Kull presenta, da una parte quello femminile, "maitresse" e ragazze, giocoso e tene...

Eufemismo?

  Da qualche mese ho fatto caso alla soppressione mediatica dell'attributo "difficile", e alla sua sostituzione con l'attributo "complicato" ... che sia un nuovo eufemismo?  "Difficile" e "complicato" non sono sinonimi, non sono intercambiabili

La scuola elementare Crispi di Gorla, a Milano

  La scuola elementare Crispi - Milano, quartiere Gorla - fu bombardata dai liberatori il 20 Ottobre 1944, ricorda meritorio il Corriere del 13 Ottobre 2024, e morirono 184 bambini; comunque in città quel giorno vi furono 614 vittime dei liberatori, i quali, di ritorno da una missione non riuscita nel nord Italia, avevano ritenuto di liberarsi del loro pericoloso carico sulla città. Ciò non significa, come scrive il Corriere, che la scuola fu bombardata "per errore". Comunque sia, né io, che però sono fiorentino, né una persona milanese mia amica non nata ieri, sapevamo niente di ciò, grazie alla politica infame che i servi dei liberatori hanno iniziato subito dopo la liberazione . Se i disgraziati defunti fossero stati vittime dei tedeschi la musica suonata sarebbe stata totalmente diversa.

Due libri contro due libri

 Nei giorni scorsi ho letto Ritratto di Maggio , autore Domenico Rea, che verte su un primo anno di scuola elementare in Campania negli anni venti del secolo scorso, anzi nella seconda metà di quel decennio. E' un documento narrativo che toglie ogni onore alla scuola, e sia pure in questione una provincia molto povera. Vien fatto di paragonare il racconto a Cuore , che invece alla scuola dell'Italia appena unita concede molto onore, per quanto forse infiltrato da qualche ironia. Domenico Rea contro Edmondo De Amicis, dunque? Comunque sia,  Ritratto di Maggio è una lettura disperatamente saporita. Il titolo è riferito alla foto che in Maggio è ritualmente fatta alla classe di Nicola, il protagonista, un bambino né povero né privilegiato. Stamani ho pescato tra i miei libri Il freddo , di Thomas Bernhard. Ero molto scontento e mi sono attaccato a una fune che mai mi lascia annegare. Il freddo  (Die Kaelte) è un breve romanzo autobiografico che racconta di come Thomas, subi...

Tentativo di presentare Israele come un Paese normale

  1990: due immigrati russi in Israele tentano di trovare un lavoro; quasi anziani, sono stati doppiatori cinematografici in Urss, hanno voci d'oro, che è anche il titolo del film (Israele, 2019). Lui è assunto in un esercizio di distribuzione di videocassette per clienti di origine russa; lei è assunta in un esercizio di telefonate erotiche. In corso d'opera un cliente si incapriccia di lei, credendola una ragazza di ventidue anni. Si danno un appuntamento cui lei presenzia in incognito. Equivoci ... Quando il marito si accorge dell'attività teleprostitutoria della moglie s'infuria ... Il film è gradevole ... insisto, si intitola "Voci d'oro" ... Dimenticavo: l'esercizio di distribuzione di videocassette pecca in fatto di contrabbando delle medesime, per cui la polizia lo chiude. Sembra che Israele sia un Paese normale, qui ... ma non lo è.

Dove nessuno ti troverà

  Un individuo indefinito sessualmente viene emarginato, eppure valorizza l'isolamento, diventa espertissimo della montagna, dove fa il pastore ... passano gli anni del Novecento, in Spagna, a sud della Catalogna ... ecco la guerra civile ... nei secondi anni trenta* ... la vincono i nazionalisti monarchici ... comincia l'eternità del franchismo ... gli sconfitti, i repubblicani, danno luogo a formazioni di combattenti, guerriglieri ... il pastore trova tra i partigiani chi non lo insulta, lavora con loro e per loro ... E' un lungo romanzo dedicato al pastore dal sesso indistinto preso per bambina, per donna, rifiorito tra i partigiani antifranchisti, quello di Alicia Gìmenez- Bartlett ... Dove nessuno ti troverà. Anche la guerriglia è sconfitta, ma il pastore e un compagno seguitano la clandestinità, diventano rapinatori ... eccoci al 1956 ... Il pastore, rimasto solo, fugge in Andorra, finisce poi in prigione ... ne esce dopo molti anni ... arriva la vecchiaia, serena, e ...

Sceneggiata berlinese

 Ho letto Berlin Alexanderplatz , lungo e celebre romanzo di Alfred Doeblin (1929) tradotto, con esiti in italiano non sempre credibili, dal coraggioso Alberto Spaini. Dopo aver chiesto scusa a chi legge per non aver graficamente dato al cognome dell'autore la dieresi che gli spetta, passo al riassunto. Un proletario di nome Franz, di cognome Biberkopf (testa di castoro), nei secondi anni venti si sbatte entro la grande Berlino tra galera, lavori saltuari, piccoli crimini, donne e alcol. In corso d'opera ladresca perde un braccio. Approda alla condizione di mantenuto da una giovane prostituta che è uccisa - da un "amico" dello stesso Franz. Quest'ultimo defunge in manicomio, l'altro trova la via dell'ergastolo. Definirei il romanzo, certo godibile da insider della città in questione, una sceneggiata berlinese . Tra isteria e delirio (Alfred Doeblin era uno psichiatra) l'opera ricorda Georg Grosz e Otto Dix, che però furono pittori; e Kurt Weill, music...