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4 racconti di Stefan Zweig

  Erstes Erlebnis è una raccolta pubblicata da Stefan Zweig nel 1911. L'ho letta nell'edizione Fischer (Frankfurt am Main, 1979). Il titolo significa Prima esperienza . “ Storia in penombra”: un ragazzo in vacanza una notte nel parco della casa che lo ospita – in Scozia - scambia effusioni con una sconosciuta, o meglio con una ragazza non riconoscibile tra le diverse della compagnia. La seconda volta che ciò avviene Bob, questo il nome del ragazzo, fa in modo, durante un abbraccio, che gli si imprima sulla pelle una medaglietta che la sconosciuta indossa. Ritiene in seguito di riconoscerla, alla luce del giorno, poiché vede una delle ragazze della compagnia con un ciondolo simile. Bob tenta un approccio, ma viene respinto malamente. Un'altra notte Bob viene gratificato da un nuovo incontro impetuoso, dopo il quale la ragazza se ne va. Ma chi è? E' Margot?  Bob si arrampica su un albero in prossimità della finestra della stanza di Margot, ma cade e si fa male a un pied...

Perché no?

 I docenti che nelle scuole ''superiori" asineggiano con le allieve in modo vario sono un fenomeno dell'indebolimento dei confini tra allievi e docenti...gli allievi e le allieve non sono più solo tali, né i docenti sono soltanto docenti...d'altra parte la scuola non  è più sufficientemente separata dal resto delle situazioni...il setting è sconvolto...insegnare conta poco, imparare è un optional...ci si "relaziona"... e allora qualcuno vive momenti di "perché no?"... (Nel romanzo "Il balordo" - capitolo 10  - Piero Chiara d'altra parte descrive un docente seduttore di allieve negli anni trenta del secolo scorso... Ma indietro nel tempo troviamo erotismo tra maestro e allievo nel "Satyricon"; un esempio storico lo troviamo nella vicenda amorosa medievale di Abelardo ed Eloisa ... In un romanzo di Stefan Zweig, "Sovvertimento dei sensi", si narra di un legame certo poco "professionale" tra uno studente ...

"Passioni nascoste"?

Certo poche righe sono un'erba, e non se ne può "fare un fascio", ma queste pubblicate su La Stampa qualche giorno fa sono ben in linea con la deriva scolastica secondo noi oggi prevalente. Scrive una docente di francese non di primissimo pelo: "Voglio augurarmi di vivere un anno di relazioni sincere, basate sull'incontro, sull'ascolto, sullo sguardo, per riscoprire il gusto di poter imparare dagli altri, abbattendo i muri di tante invidie e ipocrisie (...) di poter assaporare, ogni giorno, nella quotidianità della vita di classe, il gusto di quella bellezza così "umana" che si incontra attraverso i volti dei ragazzi (...) di saper leggere le fatiche, i dubbi, l'intensità delle passioni nascoste." Diciamolo, è toccante!

Saluzzo docet

L'assottigliarsi della distanza tra docenti e discenti, nella scuola, porta a qualche inconveniente di troppo, come s'intravede anche nel caso (qui preso in astratto) di quel professore di Saluzzo che avrebbe avuto "storie" con sue alunne, negli anni passati, e che adesso rischia grosso, almeno per il fatto che le allieve ai tempi erano minorenni, dato che la legge vieta i rapporti erotici tra gli adulti e i minori, anche se questi ultimi sono d'accordo.  E' discutibile, questo divieto, e non tiene conto della diminuita distanza tra il mondo degli adulti e quello dei minori. Naturalmente non tiene conto neppure del fatto che la seduzione è un fenomeno interattivo .  Quanto all'accusa eventuale al docente di Saluzzo di aver "indotto" un'allieva al suicidio (nel contesto d'una loro relazione extrascolastica), tale accusa rimanda a un reato discutibile almeno come quello di plagio. Il docente ha certo commesso degli errori, cedendo con og...