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Il cattivo tenente

Un ufficiale dell'esercito italiano in Etiopia (1935-1936) spara nel buio di una boscaglia a ciò che ritiene un animale e ferisce di rimbalzo una donna indigena da lui in precedenza violentata. Lontano da medici o sanitari, non trova di meglio che uccidere la donna, secondo lui senza speranze, sparandole in testa. Ne infila il cadavere in una spaccatura di roccia, ricopre il tutto di pietre e dalla boscaglia fa ritorno tra commilitoni e indigeni. La porcheria commessa lo tormenta. Ritiene di esser stato contagiato dalla donna e di aver contratto la lebbra. E' un “lebbroso” davanti a sé stesso, in realtà. L'ufficiale si sente in colpa e come avviene teme che la sua colpa sia visibile agli altri. Invece è invisibile a tutti, salvo che al padre della vittima, un indigeno che conosce la lingua italiana. Le circostanze riportano l'ufficiale sul “luogo del delitto” … Solo dopo essersi quasi squagliato sotto il sole in un desolato villaggio, al limite della perdita di sé, e...