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O tempora, o mores!

 Un paio di articoli sull'università pubblicati nei giorni scorsi dal Corsera - di Galli Della Loggia e di Gian Antonio Stella - allarmano il lettore interessato alle cose accademiche. GDL depreca la concezione quantitativa inerente ai titoli concorsuali, "prodotti" che, lui teme, ben meno godrebbero di lettori che non di valutatori/computatori acritici. Inutile qui ripetere che GDL non incide in modo radicale. Semmai è interessante che en passant egli paventi una possibile separazione tra "scuole" universitarie di tipo scientifico e "scuole" universitarie di tipo umanistico .  Ora, fermo restando che i "prodotti" accademici per essere valutati devono essere letti da cima a fondo , non importa che siano stati pubblicati da eccellenti riviste internazionali o da oscure riviste provinciali, che un accademico diciamo glottologo e un accademico diciamo astro-fisico possano oggi avere pesi diversi e magari remunerazioni diverse, è pensabile? Al n...