Sostanza e forma in Antonio Pizzuto
“ L’arte (l’arte narrativa, intendo) è sintesi di materia, di sostanza e forma, non contenuto e forma, come dicono tanti (che sbagliano, naturalmente, perché l’arte non è un veicolo, dove ci si mette un vagone in più, e c’è dentro qualcosa). L’arte come sostanza e forma: e mi si son presentati subito grandi problemi, che mi hanno accompagnato tutta la vita, cioè a dire sul rapporto tra sostanza e forma. La sostanza riguarda la validità poetica di quello che ho fatto. La forma deve essere integrata da una sostanza, perché, se sotto non c’è sostanza, allora io faccio un poème en prose, un arabesque, non faccio della narrativa. Ma sotto questa sostanza c’è, se io ho qualcosa da raccontare … cioè qualcosa da rappresentare (‘raccontare’ è una bestemmia che ho detto), allora io raggiungo questo risultato.” ( Pizzuto parla di Pizzuto , a cura di P. Peretti, Milano 1978). La lettura di Sul ponte d’Avignone mi suggerisce dell’altro. Antonio salva “la forma” quando sposa la fidanzata nono...