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La "musica" di Mishima

  Mishima Yukio nel 1964 pubblicò un romanzo intitolato Musica che mostra non scontatamente una notevole competenza dell'autore in fatto di psicanalisi. Non so se i cultori possano essere attratti dalla storia della loro materia in Giappone ... anche se ce ne fosse uno solo, e leggesse queste mie righe, lo inviterei a procurarsi Musica .  Una giovane cosiddetta frigida si rivolge a un analista freudiano, il narratore della storia, per venire a capo della propria "sordità" alla musica erotica . L'analista la cura con impegno e passione, come in molti film la terapia ha però aspetti che farebbero rizzare sul cranio i capelli a uno del mestiere.  Mishima in questo romanzo dona alle elucubrazioni dell'analista le modalità dell'argomentare freudiano; non a caso cita gli Studi sull'isteria e, comunque, sa offrire capoversi di fantapsichiatria  degni del fondatore.  Nel ricordare la fortuna enorme che ebbe la psicanalisi negli Usa, avanzo ardito l'ipotesi c...

Perché no?

 I docenti che nelle scuole ''superiori" asineggiano con le allieve in modo vario sono un fenomeno dell'indebolimento dei confini tra allievi e docenti...gli allievi e le allieve non sono più solo tali, né i docenti sono soltanto docenti...d'altra parte la scuola non  è più sufficientemente separata dal resto delle situazioni...il setting è sconvolto...insegnare conta poco, imparare è un optional...ci si "relaziona"... e allora qualcuno vive momenti di "perché no?"... (Nel romanzo "Il balordo" - capitolo 10  - Piero Chiara d'altra parte descrive un docente seduttore di allieve negli anni trenta del secolo scorso... Ma indietro nel tempo troviamo erotismo tra maestro e allievo nel "Satyricon"; un esempio storico lo troviamo nella vicenda amorosa medievale di Abelardo ed Eloisa ... In un romanzo di Stefan Zweig, "Sovvertimento dei sensi", si narra di un legame certo poco "professionale" tra uno studente ...

Maigret per principianti

Nella vasta opera dell'incredibile Georges Simenon Maigret rappresenta il punto fermo. E' noto che circa un centinaio tra romanzi e racconti hanno per protagonista il commissario Maigret. Per molti ciò ha aperto la strada al resto. E' probabile che qualcuno ritenga superiore la narrativa non poliziesca, di cui tuttavia non intendo trattare qui. Negli anni, da ultimo con intensità, ho letto, in qualche caso riletto, molti testi maigrettiani, per cui posso affermare di essere, almeno, incompetente . D'altra parte diversi decenni or sono ho seguito in tv le inchieste di Maigret, interpretate da Gino Cervi – invero un po' troppo caserecce, con quei terribili esterni fatti in studio. Buona la signora Maigret, Andreina Pagliani. Ricordo, ma in modo vago, Jean Gabin. Anche Bruno Cremer, forse un po' troppo cupo, ma finalmente con il fisico adatto.  Maigret è alto, un metro e ottanta, ai tempi ben sopra la media, e grosso. Biciclettante, in un caso è paragonato a un ors...

I diritti.

Uno studente mai visto al mio terminante corso di Arte dei giardini mentali, pochissimo seguito (meno di dieci), mi secca con la sua presenza imprevista, è un "turista", ne ha "diritto", ma non in termini di setting, così ci scazziamo in modo notevole, mai successo in trentasei anni. Dolorosissimo. Se lo ho accolto male significa che si è presentato male lui. Costruisco un clima, dopo qualche settimana chi arriva (in queste situazioni di gruppetto) lo rompe. I "diritti"? Into culo!

Lezioni in piazza, ancora.

Lezioni in piazza.  E dimostrazioni, cortei, sit in, nel corridoio, in salotto, nel bagno, nell'aula? Forse. Capisco perché questa volta, in questa tornata di lotta dura studenti-docenti, tanto successo hanno avuto le "iniziative"di lezione in piazza. Perché oggi ogni lezione si svolge come in una piazza, entra ed esce chi e quando vuole, si occupa tranquillamente dei fatti suoi, segue, non segue. A nessuno importa, il docente finge di far lezione, chi lo ascolta?