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Lolita secondo Kubrick

 Di recente ho rivisto il film di Kubrick Lolita . Mi rivolgo ai conoscitori, cioè do per scontato che chi legge conosca la materia.  Incidentalmente: ho colto in alcune espressioni di James Mason una somiglianza con l'ottimo Hugh Grant ... in alcune espressioni di Peter Sellers una somiglianza e con Woody Allen e con Antonio Albanese ... tragica l'imposizione di accenti dialettali italiani (ciociaro in un caso, direi, siciliano in un altro) alla parlata simulatamente rozza esibita a tratti da Quilty ... il film dovrebbe essere doppiato senza questa soluzione intollerabile ... come? Facendo che Quilty parli sgrammaticato ...  Accertato che l'autore del romanzo da cui fu tratto il film, Vladimir Nabokov, collaborò alla sceneggiatura, la spiegazione che Lolita, ormai sposata, dà alla fine a Humbert sulle comparse di Quilty durante i viaggi di lei e Humbert, toglie forza e mistero al personaggio di Quilty stesso ... Nabokov non avrebbe accettato il gioco di parole Guilty/Qui...

"E' per il giardino?"

E' morta Lolita.   Aveva 73 anni ed era entrata nella storia del cinema grazie a Kubrick, che ai tempi la scelse come interprete dell'oggetto del desiderio di Humbert Humbert, il protagonista della storia. Si chiamava Sue Lyon. A llora quattordicenne, non era la "ninfetta" immaginata da Nabokov, autore del romanzo tradotto in film da Kubrick: troppo grande.  Non importa. Ce la ricordiamo in bianco e nero appoggiata su un gomito,  stesa nel prato del suo giardino, ci ripetiamo quel che dice ironico Humbert Humbert (James Mason) quando la padrona di casa, madre di Lolita, gli domanda se è il giardino che lo ha deciso ad affittare una stanza, in quella casa: 'No, signora, sono le sue torte di ciliegie', risponde lui ...