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Omofobia?

 Le fobie sono fenomeni d'interesse psichiatrico, ne sono esempi l'agorafobia, l'aracnofobia, la claustrofobia eccetera. I medici ammantano termini di uso comune e da tutti comprensibili con il greco antico e con il latino *. Comunque le fobie sono paure eccessive e irrazionali che rendono a chi ne è affetto la vita assai difficile - anche ad amici e familiari! Orbene, la confraternita  che tenta di annegarci con le sue boiate da diversi anni ha messo in circolazione il termine omofobia . Può essere senz'altro che qua e là qualcuno "tema" un po' troppo gli omosessuali, ma psichiatrizzare chiunque esprima riserve sulla condizione omosessuale e le sue manifestazioni è assurdo.  * oggi con l'inglese.

"Omofobia" pompeiana

 Ammesso e non concesso che tutte le manifestazioni di disprezzo/dileggio nei confronti degli omosessuali oggi rientrino nelle fobie ("omofobia") , non ha senso definire un graffito pompeiano - che sembra dar dell' "invertito" a un tizio - come "omofobico". Si tratta di un insulto vergato duemila anni fa circa. Applicare parametri etico-psichiatrici di oggi ai tempi antichi è una sciocchezza.  Il graffito è: Nicia cinaede cacator. Nicia è il tizio; cinaedus significa "effeminato" (cinaede è, direi, vocativo); cacator solo in apparenza ha un significato chiaro. La frase merita l'attenzione di specialisti in latino e in fatto di usi e costumi pompeiani.