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Visualizzazione dei post con l'etichetta Libri usati

Annottamento

 Non compro novità in fatto di narrativa - né ormai compro in genere libri di natura "scientifica". Compro da anni libri usati e spesso non più ristampati. Raramente mi rivolgo a biblioteche pubbliche. Davanti alle "classifiche di vendita" mi trovo dunque del tutto estraneo. E' possibile che mi perda qualcosa sia di narrativa italiana sia di narrativa straniera. E che non abbia il tempo per recuperare, data la mia età. Leggo volentieri autori del novecento, soprattutto italiani. Seguo un metodo semplice: se incontro un autore noto, o che "mi dice qualcosa", lo prendo. Poi, se mi piace, cerco altre opere dello stesso autore, e così via. Sto recuperando il tempo perduto a causa di pregiudizi, di settarismo, di necessità di tenermi, ai tempi in cui lavoravo, aggiornato in campo "scientifico"? Forse. Non mi fido delle recensioni che incontro sul giornale? Di più: non le leggo neanche. Del resto è in questione la mia piccola, irrilevante, vendetta...

Una bancherella a Bratislava

I luoghi di "scambio libri" gratuito sono solo uno dei modi che un volume incontra, di cambiamento della sua condizione. Altri sono i negozi dei rivenditori di "usato"; altri ancora sono le bancherelle, talvolta meno accurate dei negozi nella presentazione della merce. Altro modo è quello del prestito senza restituzione , sia tra privati, sia tra una biblioteca e un utente che poi per qualche motivo non riconsegna il volume. Capita anche che x doni a y un libro che possiede da anni. I libri possono del resto essere semplicemente trovati, perfino per strada, diciamo abbandonati vicino a un "cassonetto". Una volta che cambiai casa trovai nella cantina un mucchietto di libri appartenuti a qualcuno che parecchi anni prima aveva abitato in quell'appartamento. Il passaggio da una condizione a un'altra di un volume avviene in uno dei modi ora descritti, e naturalmente è solo un passaggio, infatti prima che un volume vada in malora, salvo sciagure tipo fu...

Chi è Marinetti?

Dal Corriere di giovedì 15 ottobre apprendo che circa il 58% degli italiani, suppongo di età adatta all'uopo, non legge neppure un libro all'anno; e che circa il 36% dei quadri dirigenti italiani rientra nella stessa categoria. L'articolista aggiunge che recentemente ha scoperto che il nome di Marinetti, celebre teorico del futurismo, era ignoto ad un suo interlocutore del genere dirigenziale. Marinetti a parte, le percentuali suggeriscono non solo un grande difetto di lettura in Italia, ma anche una perdita di presa dei libri sulle persone. Ragione per cui il difetto, se non è una colpa, deve essere suddiviso tra le persone ed i libri. Questi ultimi possono essere distinti variamente, certo, ma secondo il mio parere si dividono in particolare tra vecchi e nuovi. I libri vecchi sono disponibili nelle biblioteche private, più o meno inattingibili, ed in quelle pubbliche, e se ne trovano parecchi nel mercato dell'usato oppure dell'invenduto. Andando per botteghe, oppu...