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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

Un racconto di Julio Cortàzar

Beppe Severgnini  ieri sul Corri sera ha detto la sua circa le trumpate in corso menzionando un vecchio racconto dello scrittore argentino Julio Cortàzar, Casa occupata.  Ne ha dato una lettura politica: la casa occupata misteriosamente da estranei sarebbe (stata) l'Argentina stessa presa dai militari ... la "libertà" ridotta dalla "dittatura" ... oggi, suggerisce Severgnini, nel mondo "occidentale" succederebbe lo stesso, pian piano, per mano di Trump. Cortàzar, scrive il noto giornalista, avrebbe perso un incarico accademico per decisione dei militari ...  Che lo scrittore argentino sia stato contrario a Peron e che nel 1951 si sia trasferito in Europa sono fatti, comunque il racconto Casa occupata è stato scritto molti anni prima dell'inizio del regime dei militari (1976) - circa un quarto di secolo prima. Con i "colonnelli" il racconto non c'entra, forse ipotizzabile resta che alluda al periodo peronista, coevo del racconto, pubb...

Gianburrasca

 In questi ultimi tempi sono andato rileggendo Il giornalino di Gianburrasca , un libro che ha più di cento anni scritto da Vamba (Luigi Bertelli) per i ragazzi, ma anche per gli adulti; infatti l'autore, travestito da ragazzino preadolescente, spara sulla piccola borghesia del suo tempo senza pietà . A parte le probabili derivazioni del testo di Vamba da un romanzo statunitense di tale Metta Fuller Victor, di cui non so nulla, la lettura di nuovo mi è risultata piacevole per motivi personali, infatti il linguaggio che usa Vamba-Giannino mi ricorda quello di mia nonna (1896-1989), la quale non a caso mi regalò nel 1956 la copia che possiedo. E' anche molto fiorentino, il testo, come lo è l'impareggiabile Pinocchio di Carlo Lorenzini detto Collodi, per cui del "ragazzaccio" della Victor me ne impipo, potrebbe dire Giannino. Ho scritto qualche paragrafo sul Giornalino circa venti anni fa in Wir Kinder (Firenze, 2003), per cui in corso di lettura sono andato a ved...

Jung per principianti

  Lo scrittore laureato in Fisica Paolo Giordano tratta sul Corriere del 6 Febbraio di "verità vera" e "verità false" in riferimento a certi andazzi collettivi di questi anni che non gli piacciono. A proposito delle trumpate e del loro spirito chiama in causa la "psicoanalisi" e Jung, che dalla "psicoanalisi" si distaccò in modo radicale fondando una disciplina, detta "psicologia analitica", che dalla "psicoanalisi" freudiana si distingue assai. In effetti Jung ai tempi dell'esordio del nazionalsocialismo in Germania - paragonato dal bravo Giordano al trumpismo - si concesse qualcuna delle suggestioni per cui è stato celebre. Non sono spiegazioni, sono suggestioni basate sull'incerto terreno dell'"inconscio collettivo", degli "archetipi" e così via. Vanno benone per un articolo in quella che una volta si chiamava "terza pagina", e stop. Wotan, Odino ... 

Il caso Mortara secondo Bellocchio

Il film di Marco Bellocchio, "Rapito" (2023), è godibile dal punto di vista estetico, ben recitato da ottimi attori dotati di ricchezza fisionomica, e, come al solito, cinematograficamente ottimo - luci, colori. Eccellente il bambino che interpreta il ruolo del piccolo conteso. Chi segue il film fruisce di informazioni o, se è il caso, di un restauro di informazioni in fatto di storia italiana ottocentesca. La vicenda è la seguente: a Bologna un bambino ebreo viene battezzato di nascosto da una giovane donna a servizio dei Mortara, la famiglia di lui; la ragazza teme infatti che il bambino, ammalato, muoia e finisca nel "limbo"... La Chiesa rivendica qualche anno dopo il bambino battezzato - de jure e de facto lo rapisce alla famiglia Mortara. Si è nello Stato pontificio, di cui Bologna fa parte. I Mortara non riescono a riavere il bambino presso di sé, anzi: il piccolo si adatta alla sua nuova vita di cattolico. Crescendo viene accostato allo stato sacerdotale. Fa...