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Una malattia prepotente

  Lo scrittore Antonio Scurati giorni fa ha pubblicato un accorato scritto sul Corriere - "La valanga siamo noi" il titolo. Egli ha ragione, estati come questa ci spingono a maledire quel sole che in altri tempi era una benedizione attesa mesi e mesi. Pare la fine del mondo - siccità, manca l'invasione delle cavallette e poi siamo a posto! La valanga - com'è ovvio Scurati si riferiva alla disgrazia avvenuta sulla Marmolada - siamo noi, tuttavia egli non ha toccato, mi pare, il tema della sovrappopolazione, che sta alla radice di ogni guaio. Fasi di riscaldamento sono occorse anche in epoche meno afflitte dalla moltitudine umana crescente sulla Terra, come avviene oggi. Ma siamo troppi. Abbiamo troppi bisogni. Troppi diritti. Siamo la malattia che accampa diritti sul corpo ammalato... Mi fermo qui, non scrivo sul giornalone dei capitalisti illuminati. Noi umani siamo la valanga di questa Era detta "antropocene", né si vede una via d'uscita. Non c'è vi...

Stromboli

Di recente ho udito qualcuno dichiarare che il vulcano Stromboli non erompeva, come ha fatto già due volte durante questa estate, da due secoli. Ora, non conviene mescolare le carte della storia umana con le carte della storia della Terra. Due secoli sono infatti molto tempo per noi, ma sono un batter d'occhio per la Terra e i suoi misteri. Ciò vale anche a proposito delle variazioni climatiche, le quali hanno a che vedere con la storia della Terra e di quanto la avvolge - e dalla geologia sono registrate. Il pianeta ne ha viste di cotte e di crude durante la sua storia, da ultimo ha visto diffondersi sulla sua superficie prima migliaia poi decine e centinaia di migliaia poi milioni infine miliardi di umani - "da ultimo" significa da qualche migliaio di anni in qua. Poco davvero rispetto alla storia della Terra. Quel che combinano gli umani, pateticamente industriosi, è certamente brutto - che interferisca con la storia della Terra non credo proprio.