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El Alamein

Ieri 12 giugno ho seguito la parte finale di una puntata del programma di storia curato da Paolo Mieli (appunto su Rai Storia) dedicata alla battaglia di El Alamein, che ebbe luogo nell'autunno del 1942 tra il mare Mediterraneo a nord, il deserto a sud, l'Egitto a est, la Libia a ovest. La combatterono da una parte italiani e tedeschi, dall'altra inglesi e corpi militari tratti dal vasto impero britannico. Fu vinta dagli inglesi.  Alla puntata partecipava il professore universitario di Storia  Alessandro Barbero, un sessantenne  del quale non so la specialità accademica, ma quella, entusiastica,  di far spesso, nel parlare, un movimento del braccio che a me ricorda lo strappo che un viaggiatore allarmato può dare al freno d'emergenza, in treno. Per essere un docente universitario il Barbero non è un personaggio spiacevole. Ho letto qualche libro sulla battaglia di El Alamein per cui posso dire di esserne almeno incompetente. Certo ne sono tifoso fino alle lacrime...

Guerra nel deserto

Ho acquistato per 5 euro su una bancarella Guerra nel deserto , di Emil Krieg, un ex militare Usa decorato con la Legion d'onore - il suo cognome in tedesco significa "guerra", è uno storico noto per aver scritto in particolare su Rommel, la "volpe del deserto". Defunto se non erro nel 2001.  Tre volumi di cui ho letto i primi due.  Nonostante che il nostro stia evidentemente dalla parte degli amici dell'oro e contro gli amici della svastica - quindi non neutrale ma favorevole al cosiddetto mondo libero - il libro è piacevole e piuttosto utile. E' il quarto che leggo sulla fenomenale guerra in Africa settentrionale ("41-"43; bellissimo quello di Paolo Caccia Dominioni) di cui ho incontrato negli anni giovanili tre partecipanti finiti nelle grinfie degli inglesi o degli americani - comunque sempre meglio che morire, ciò che avvenne a moltissime migliaia di uomini di entrambe le parti.  Krieg sottolinea la particolarità della guerra nel deser...