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Il caso Percoco

  Non malvagio il film su Franco Percoco, il cosiddetto primo mostro d'Italia ...  lo ho visto ieri in tv, mi sembra un buon lavoro - dal punto di vista estetico gli anni cinquanta ne escono colorati per benino ... è un'opera pop che rifugge il realismo ... ottimo il protagonista, cioè l'interprete del medesimo ...  In sostanza: un fuoricorso alcolista tabagista e puttaniere uccide fratello madre, padre e fa il signore per diversi giorni sperperando i fogli da diecimila conservati in casa, ma il fetore dei corpi lo smaschera eccetera. La psicopatologia dell'assassino sembra - dal film - una sorta di anestesia emotiva e un mostruoso falso sé ... significa inautenticità . Carino il lambrettino che si vede più volte, giammai all'epoca lo si sarebbe però dotato di uno specchietto retrovisore.  Ho guardato sapete dove vita e opere dell'assassino, il quale si fece 23 anni di prigione, uscì a 50 anni, cambiò città, da Bari a Torino, trovò un lavoro e una moglie ... ci ...
Indipendentemente dal fatto che le tasse universitarie siano alte o non alte (infatti bisognerebbe valutare che cosa danno le facoltà, una per una, agli iscritti), l'aumento proposto dal governo di quelle a carico degli studenti fuori corso non mi torna. Anche qui, bisogna vedere facoltà per facoltà quanto pesano i fuoricorso nelle biblioteche, nel prestito libri, nei laboratori, nelle aule, agli esami, nelle liste d'attesa dei docenti che seguono tesi. Quanto appesantiscono il funzionamento delle facoltà, dunque "danneggiando" i non fuori corso. Secondo la mia esperienza, che è limitata alle facoltà umanistiche, i fuori corso semplicemente sono assenti che pagano tasse d'iscrizione a qualcosa di cui non fruiscono, o di cui fruiscono molto poco. Si accontentano di apparire un paio di volte l'anno agli esami, tutto qui. Per laurearsi si accontentano di poco (del resto come la maggioranza), magari la tesi la comprano da qualche "specialista". E'...