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Tre romanzi di Georges Ohnet

Attratto da una strepitosa copertina rosso mattone e argento dove, alla nesci, può esser letto "Gaudenti, lire tre", ho raccolto non ricordo in quale punto di scambio libri un romanzo del 1900 di Georges Ohnet pubblicato nel 1928 a Milano. Prezzo: 3 lire. Titolo originale Gens de la noce , alla lettera "gente della baldoria". Geniale il titolo scelto per l'edizione italiana. Ho appreso che Ohnet (1848-1918) fu uno scrittore di gran successo non solo francese, e che è l'autore de Il padrone delle ferriere , titolo una volta celebre, se non proverbiale. Non mi addentro nella storia, invece ne elenco i fattori: i "gaudenti" sono borghesi e aristocratici, ricchi o in grado di fingere di esserlo: secondo l'autore passano da un divertimento all'altro, piaceri inclusi, senza lavorare. Qualche signora o signorina molto dotata in fatto di attrattive viene mantenuta da un uomo danaroso. Il matrimonio è forma stabile, l'adulterio è sostanza mutevo...

Dire le cose in faccia?

 Non si insulta una donna (neppure un uomo) tramite cartelli stradali anonimi aventi come oggetto qualche suo presunto comportamento "amoroso". Né in altri modi meno ingombranti.  Bisognerebbe non insultare nessuno? Mah!  Chi però invita da un giornale a "dire le cose in faccia" dimentica di fare un mestiere che implica l'insulto o il discredito, oltre allo spionaggio, alla delazione ... I reietti sono sempre sotto tiro ... Invita forse senza saperlo a restaurare la pratica del duello. No? Quanto ai leoni da tastiera, penserei anche agli sciacalli redazionali, alle pecore giornalistiche. Ai LENONI da tastiera della carta stampata. Del resto la "situazione sociale" dello scrivere è totalmente diversa da quella del "dire le cose in faccia".  Detto in parole povere: passati i 4 anni, in faccia agli altri cominci a dir meno di quel che pensi...suvvia!  Ancora: prendersela con chi scrive sui social media da parte dei giornalisti e dei pubblicisti ...