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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mario Tobino

Abbellimento di un manicomio

  Mario Tobino fu un ottimo scrittore* ed esercitò tuttavia la professione di medico psichiatra. Due suoi testi conoscevo che testimoniano tale impegno, Le libere donne di Magliano e Per le antiche scale . Di recente mi sono imbattuto in un libro del 1990 intitolato Il manicomio di Pechino . Si tratta di un diario del 1955/56 tenuto da un certo dottor Ottaviani, incaricato di dirigere il manicomio di Lucca al posto del direttore di ruolo, ammalato. Nella finzione il dottor Ottaviani pretende che le sue note si debbano riferire al manicomio di Pechino e che il manicomio di Lucca, oggetto del diario, sia un pretesto. Un po' contorto il Tobino ... Comunque sia il dottor Ottaviani, primario di non so quale padiglione, deve misurarsi per un anno intero con le noie del comando di una istituzione dipendente dalla Provincia. Deve aver a che fare con la democristianeria lucchese, con i sindacati, ma se la cava e lavora alacre a migliorare il manicomio, a renderlo più bellino , s'impegn...

Perdita dell'innocenza: "Il disertore"

Uno studente tedesco di architettura (o d'ingegneria) dal 1944  partecipa alla disfatta del suo esercito, la Whermacht. Preso dai russi, cambia casacca e si ritrova nella parte orientale della Germania controllata dall' Urss. Presto viene convinto da una ragazza tedesca a passare all'ovest, dove, pare, i due si sposano. Mettono comunque al mondo due figli. Una sera insieme a un'altra coppia guardano la tv. Normalità anche troppo stucchevole. Il giovanotto riconosce durante lo spettacolo musicale in tv una cantante polacca frequentata da lui durante le vicissitudini qui riassunte.  Molto turbato lascia la compagnia, salta sul suo Maggiolino e guida non saprei diretto dove, piangente. Fine del film. Il titolo, "Der Ueberlaeufer", tradotto in italiano come "Il disertore", rimanda qui più che alla diserzione al cambiar casacca (passaggio al nemico). Al tradimento. Si tratta di un'opera recente, genuinamente tedesca direi. Metto da parte i riferiment...

Tre romanzi di Mario Tobino.

Di recente ho riletto Il deserto della Libia , di Mario Tobino. Racconta in terza persona l'esperienza dell'autore in Africa, ufficiale medico aggregato all'esercito italiano durante la guerra contro inglesi e loro sudditi imperiali. Si tratta di un'opera giovanile. La scrittura è piacevolmente sgangherata, vuoi che l'autore fosse alle prime prove, vuoi che l'effetto "primitivistico" fosse una scelta. Licenze da poeta. Divertente la descrizione d'un ufficiale medico matto e cleptomane. L'autore, psichiatra, comunque rappresenta la guerra in Africa come un disastro crescente, ciò che ai tempi (della medesima, non dell'uscita del libro, 1953) sarebbe stato bollato come "disfattismo" (da "disfatta"). In effetti l'esercito italiano non resse da solo all'urto degli "inglesi" e venne "soccorso" dai tedeschi, guidati da Rommel. Che guidò anche gli italiani.  Mentre ne raccomando la lettura non posso...