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Due libri contro due libri

 Nei giorni scorsi ho letto Ritratto di Maggio , autore Domenico Rea, che verte su un primo anno di scuola elementare in Campania negli anni venti del secolo scorso, anzi nella seconda metà di quel decennio. E' un documento narrativo che toglie ogni onore alla scuola, e sia pure in questione una provincia molto povera. Vien fatto di paragonare il racconto a Cuore , che invece alla scuola dell'Italia appena unita concede molto onore, per quanto forse infiltrato da qualche ironia. Domenico Rea contro Edmondo De Amicis, dunque? Comunque sia,  Ritratto di Maggio è una lettura disperatamente saporita. Il titolo è riferito alla foto che in Maggio è ritualmente fatta alla classe di Nicola, il protagonista, un bambino né povero né privilegiato. Stamani ho pescato tra i miei libri Il freddo , di Thomas Bernhard. Ero molto scontento e mi sono attaccato a una fune che mai mi lascia annegare. Il freddo  (Die Kaelte) è un breve romanzo autobiografico che racconta di come Thomas, subi...

Cure antiche della tubercolosi

Un ventitreenne dotato di risorse finanziarie scende da Amburgo in Svizzera, Alpi, per far visita a suo cugino ricoverato in un ospedale di lusso: ci resta per sette anni e per così dire amplia la propria formazione .  La montagna incantata . Ervino Pocar, celebre traduttore dal tedesco, non fu, parrebbe, contento di come aveva reso in italiano il titolo del lungo romanzo di Thomas Mann, che nell'originale era  Der Zauberberg . Montagna stregata da un mago, chissà. Il mago è il primario della clinica per malattie polmonari in cui si entra, da cui difficile è uscire e conviene scappare. L'oggetto principale del romanzo sono  le cure in montagna della tubercolosi. Aria buona, ottima alimentazione, riposo, e, se è il caso, "pneumotorace" terapeutico* . Ai tempi, precedenti la prima guerra mondiale, gli antibiotici ancora non erano in questione.  Il romanzo è per lunghi tratti molto noioso, dovrebbe essere sottoposto a un editing feroce: via tutte le digressioni onn...

Il palazzo d'acciaio

Johannes Urzidil (1896-1970) è stato uno scrittore ceco di cui diverse opere sono tradotte, dall'originale tedesco, a cura di Adelphi. Die erbeuteten Frauen (Le donne catturate), una raccolta di testi uscita nella seconda metà degli anni sessanta, non credo che sia stato tradotto. A me l'ha offerto il caso in un mercato fiorentino, dove l'ho trovato su una bancherella di libri usati. L'ho preso, intanto perché scritto in tedesco, lingua che corteggio da tredici anni, e poi per la ragione che Urzidil, come si legge nella retrocopertina, conobbe Kafka. Difatti proprio uno dei suoi testi pubblicati in italiano è intitolato a Kafka.  Il racconto che dà il titolo alla raccolta, che potrebbe essere tradotto Prede femminili,  è un divertimento che l'autore si è preso elaborando temi dell'Iliade. L'autore ha fatto filtrare qualche goccia di comprensibile avversione alle guerre novecentesche, da lui patite almeno in due casi (1914-1918; 1939-1945), in un suo trattam...