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Come trasformare un paradiso nell'inferno

  Paradiso perduto ( A devil in paradise , 1956) è un breve romanzo di Henry Miller che racconta come Henry Miller, tornato a vivere negli Usa e precisamente in California, a Big Sur, sposato con una ragazza e padre di una bambina, si accolli un amico dei tempi parigini caduto in disgrazia. Conrad Moricand. Lo invita a stabilirsi a Big Sur e presto si accorge che si tratta di un parassita. Ingegnoso, dotato di talenti vari, ma parassita, nonché afflitto da un insopprimibile prurito. Tra i talenti del tanghero, grattarsi a sangue escluso, c'è l'astrologia*, cui Henry dedica qualche pagina molto sapienziale e predicatoria. Evidentemente ai tempi si poteva/doveva dibattere sull'astrologia, tra artisti e intellettuali statunitensi. Una sera dopo cena Moricand racconta di aver seguito una volta a Parigi per strada una donna accompagnata da una bambina e di aver avuto contatto erotico con la seconda dopo aver ottenuto il consenso della prima. Da ciò il titolo originale, un diavo...

Un americano a Parigi

 Devo aver letto Tropico del Cancro decine di anni fa e lo ho riletto in questi giorni mancante delle prime 120 pagine circa. Non so perché il volume le abbia perse, né come sia possibile un fatto del genere, comunque Henry Miller non credo che ne soffra. In scena sono giovani artisti o scrittori statunitensi a Parigi direi nei tardi anni venti, primi trenta, di solito poco dotati di pecunia e vogliosi di fare i debosciati in terra straniera, in lingua francese. Rispetto a Tropico del Capricorno questo Cancro qui è leggermente più narrativo e un po' meno sproloquiante, per cui si fa leggere con più facilità. E' probabile che i giovani statunitensi che passano mesi in Italia "per studiare", figli dei figli dei figli dei tipi alla Miller, intendano la vita nel vecchio continente come i debosciati del Cancro. Non male davvero il finale del libro, il protagonista e narratore convince un amico inguaiato in una prospettiva di nozze con una francese a tornare alla svelta ne...

Un'anima in pene

Trovato in casa un bistrattato volume contenente i due tropici di Henry Miller, ho letto quello "del Capricorno", o forse riletto, non saprei. L'italiano della traduzione di Luciano Bianciardi, nonostante qualche maremmanismo di troppo, è splendido. Ho penato ad arrivare in fondo, anzi credo che il testo potrebbe continuare ancora o terminare prima e sarebbe lo stesso. L'avanguardismo di Miller, riferibile a vezzi francesi come surrealismo e dadaismo, oggi mi stucca. Miller dimostra inoltre che l'isteria riguarda anche gli uomini. Chi abbia letto Kerouak capirà da dove costui, Kerouak, abbia preso la verve che tanta discutibile fama gli guadagnò. Tornando a Bianciardi segnalo che uno "ziro" pieno di birra forse si capisce che cosa voglia dire se si è imparato a parlare nella provincia di Grosseto ...  nel Tropico del Cancro , che senz'altro devo aver letto da giovane, ho trovato invece una cantonata inerente la fellatio , che l'ottimo Luciano ren...