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Visualizzazione dei post da settembre, 2024

Il sol dell'avvenire

  L'ultimo film di Nanni Moretti, "Il sol dell'avvenire", racconta di un regista piuttosto anziano e spaesato alle prese con le reazioni di una sezione romana del Pci alla invasione sovietica dell'Ungheria nel 1956 . Intanto che s'impegna con tale film il regista medita su un ulteriore lavoro includente canzoni celebri e meno celebri come colonna musicale di una storia di coppia ... interviene tuttavia anche nella lavorazione di un film fatto da un collega giovane, cioè cerca di impedire che si giri una scena violenta ... deve fronteggiare poi lo smarrimento che gli provocano moglie e figlia, la prima lasciandolo, la seconda intenzionata ad accoppiarsi con un anziano diplomatico polacco; e la prospettiva che il film, insostenibile da Netflix,  sia finanziato con capitali sud coreani. Mi hanno colpito: la recitazione che Nanni Moretti, chioma tinta, impone al protagonista, da lui stesso interpretato: ore rotundo ; la bravura di Barbara Bobulova; la lingua in bo...

Una forma tecnologica di realismo

  Il film "Una famiglia" (2017) mostra un conquistatore di donne interessato alla fabbricazione tradizionale di bambini, da vendere però: a coppie stufe della burocrazia e disposte a tutto pur di gioire della genitorialità tatà tatà ... è uno degli ultimi - credo - interpretato dal bravo Ennio Fantastichini ...  La fine ormai remota del doppiaggio in italiano dei film italiani ha introdotto nel nostro cinema una forma tecnologica di realismo , stavolta complicata dal fatto che il ruolo del protagonista è interpretato da un bravo attore francese (Patrick Bruel) che un pochino stenta a parlare la nostra lingua ...  Con la registrazione ambientale non doppiata una quantità di parlato si perde tra i vari rumori, tra i dialetti ... ciò è appunto un omaggio non so quanto consapevole al realismo nel senso che nella realtà una quantità di cose ci sfuggono, e quindi anche guardando un film ... del resto nove volte su una quel che si dice non conta un fico ... dimenticavo: il ruol...

L'auto della Ditta

  Grande successo dal 1951 di un romanzo Usa (anche in Italia, ma dopo la seconda traduzione ... la prima fu ignorata ... e perfino una terza ne abbiamo) ...  The catcher in the rye di Salinger ... ieri ho visto un film che racconta di una ragazza impiegata in una agenzia letteraria newyorkese che ha il privilegio di gestire Salinger ... cui sembra che in molti scrivessero ... magari gli scrivono ancora, non saprei ... è defunto ...  Il testo? Carino ... comunque mentre seguivo il film notavo per la centesima volta quanto sono presuntuosi e narcisisti gli "americani" ... soprattutto mi sembra buffo che la usatissima lingua inglese possa -  oggi - essere presa sul serio come veicolo letterario ... ho pensato: è come andare in giro con una vettura piena di adesivi commerciali ... con la vettura della ditta ...

Lolita secondo Kubrick

 Di recente ho rivisto il film di Kubrick Lolita . Mi rivolgo ai conoscitori, cioè do per scontato che chi legge conosca la materia.  Incidentalmente: ho colto in alcune espressioni di James Mason una somiglianza con l'ottimo Hugh Grant ... in alcune espressioni di Peter Sellers una somiglianza e con Woody Allen e con Antonio Albanese ... tragica l'imposizione di accenti dialettali italiani (ciociaro in un caso, direi, siciliano in un altro) alla parlata simulatamente rozza esibita a tratti da Quilty ... il film dovrebbe essere doppiato senza questa soluzione intollerabile ... come? Facendo che Quilty parli sgrammaticato ...  Accertato che l'autore del romanzo da cui fu tratto il film, Vladimir Nabokov, collaborò alla sceneggiatura, la spiegazione che Lolita, ormai sposata, dà alla fine a Humbert sulle comparse di Quilty durante i viaggi di lei e Humbert, toglie forza e mistero al personaggio di Quilty stesso ... Nabokov non avrebbe accettato il gioco di parole Guilty/Qui...

Zuppa di latte alla bavarese

  Nel 1984 ebbe un certo successo la autobiografia di una contadina bavarese, Anna Wimschneider, tanto che se ne ebbe anche una traduzione in italiano ( Latte d'autunno ). Orfana di madre da bambina, Anna dové prendersi cura dei numerosi fratelli, della casa, degli animali, nonché lavorare la terra - sotto l'egida del padre. Nata nel 1919, Anna visse nella sua campagna sgobbando e patendo una consistente miseria, condizione che non manca di stupire chi ritenga la Baviera novecentesca un luogo prospero. Cattolica, Anna non fu, a quanto si legge, favorevole al nazionalsocialismo (1933-1945), si fidanzò, si sposò ed ebbe due o tre figli, ora non ricordo. Dalle sue memorie si ricavano immagini di vita dura, ripeto, ma immersa in una bellezza che indurrebbe il lettore a correre in Baviera per goderne i resti, almeno.  Di poca scuola, Anna scrisse su quaderni queste sue memorie, il marito le ricopiò a macchina e, poiché aveva compiuto un certo numero di anni di scuola, è probabile c...