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Visualizzazione dei post da 2025

Vacci nati e vacci morti

Dopo l'ondata immensa delle vaccinazioni anti covid tra la gente comune gira la voce che qualche morte sia strana, improvvisa, e qualcuno, soprattutto tra i non vaccinati, sostiene che tale stranezza e imprevedibilità sia legata alle suddette vaccinazioni. In altri termini viene applicata da costoro la nota fallacia consistente nel confondere il "dopo che" (post) con l' "a causa di" (propter). Del resto morti improvvise e strane ci sono sempre state. Se tuttavia un noto medico pubblicista propone su uno dei più diffusi quotidiani italiani* i risultati di una ricerca, svoltasi in Francia , sulle morti avvenute dopo il periodo covidoso tra i vaccinati in confronto con le morti avvenute tra i non vaccinati, allora viene da pensare che anche  in sede specialistica e scientifica  qualche domanda sugli effetti indesiderati delle vaccinazioni  ci si faccia. Per venire a me, io non   mi sono fatto vaccinare per 3 motivi più 1 : perché si pretendeva che lo facessi, p...

Le vicissitudini del freddo e del caldo

 La messa in scena di Mishima della frigidità - con il romanzo Musica* - consta, oltre che di una credibile imitazione della psicanalisi, di un fugace accenno al romanzo di Stendhal  Armance . Piuttosto noioso, quest'ultimo racconta le inspiegabili peripezie di un giovane attorno a una fanciulla di nome Armance. Costui fa di tutto per non guadagnarsi le grazie di lei (eppur si sposano) definendosi altresì un mostro . E' probabile che tale "mostruosità" sia l'impotenza, eppure a ciò nel testo non si accenna, quasi che il testo in sé replichi le vicissitudini della storia, oziose e ingarbugliate. Leggendo questa deludente opera di Stendhal mi è tornato alla memoria  Il bell'Antonio di Vitaliano Brancati, che inscena magistralmente il tema della impotenza - nell'ambiente dei possidenti catanesi durante il governo fascista (1922-1943). Come il protagonista stendhaliano, il bell'Antonio cerca di ingannare la moglie con qualche gabola al fine di evitare l...

Un bel temino

  Una firma del Corriere già accademica in ambito storico definisce pogrom i fatti del 2023 occorsi nei kibbuzin*  situati attorno alla striscia di Gaza. Errore grave, i pogrom avvennero in Russia all'inizio del xx secolo come insurrezioni distruttive realizzate da maggioranze di cristiani ai danni di minoranze ebree. I fatti del 2023 furono una sortita della minoranza musulmana, assediata dagli ebrei ma organizzata da Hamas, ai danni della maggioranza ebrea, com'è noto impadronitasi della Palestina con l'aiuto di mezzo mondo e con i notevoli mezzi di cui gli ebrei innegabilmente dispongono. La cosiddetta Notte dei cristalli (Kristallnacht), evento occorso in Germania nel 1938, potrebbe sì essere definita pogrom, infatti fu realizzata dalla maggioranza cristiana tedesca organizzata dai nazionalsocialisti ai danni della minoranza ebrea.  La suddetta firma accademicamente titolata paragona i fatti palestinesi del 2023 all'operazione militare russa iniziata nel 2022 in U...

Adagio adagio ve li vedrete solo a Roma sti film

 Notevole il film "Adagio" (2023) di Sollima, che davvero può essere considerato un creatore di cinema appagante dal punto di vista estetico. Anche troppo. Ho avuto, seguendo "Adagio", l'impressione che i disegni di Tanino Liberatore (v. Cannibale e Frigidaire ) non siano ignoti a Sollima. La trama è ingarbugliata e insieme omaggia, anche troppo, la realtà delle cose umano-sociali, spesso ingarbugliatissime. Piuttosto il romanocentrismo insito nel non sottotitolare il "dialoghi" mi lascia perplesso, non è la prima volta ... Dal momento che i film dove si parla per esempio napoletano sono sottotitolati, mentre quelli romaneschi non lo sono, viene da pensare che certi film siano fatti per i nati e cresciuti nella capitale. Decine di milioni di spettatori (potenziali) non intendono gran parte del parlato ... Mi riferisco alle visioni in sala e in tv, non a quelle in dvd, dotate di sottotitolazione

Lettere d'amore

 "Lettere d'amore" è un film del 1990 che ho rivisto per caso ieri 15 xi 2025. Racconta dell'incontro con esito matrimoniale tra una vedova che tira avanti con due figli e un coetaneo analfabeta che sopravvive insieme al padre a carico. La fama di Jane Fonda e quella, già allora enorme, di Robert De Niro mi fanno pensare alla inadeguatezza del loro ingaggio nel film, tanta è la massa di finzione insita nella loro interpretazione dei personaggi suddetti. Né i due sono tanto bravi da farci dimenticare chi siano. Questa è una cosa cui mi ha fatto pensare il film, certo interessante là dove segnala l'importanza di saper leggere e scrivere ai fini del vivere odierno. Ingaggiare due star è stato un errore, anzi, dirò meglio, una colpa: troppo belli loro, troppo lindo il tutto, quasi che gli Usa degli anni ottanta fossero il villaggio dei Puffi. E pure senza Gargamella! Dove un analfabeta di quaranta anni impara a leggere amorosamente istruito da un'operaia vedova e,...

Resa incondizionata

 Ieri 11 xi 025 una firma del Corriere contestava certe affermazioni sul fascismo fatte da Roberto Vannacci scrivendo tra l'altro che il fascismo fu responsabile della resa incondizionata agli Alleati. Tale resa fu però firmata il 3 Settembre 1943 dal governo Badoglio, da Luglio in carica per volere della monarchia, la quale aveva fatto incarcerare Benito Mussolini (25 Luglio 1943). Il fascismo fu responsabile della alleanza con la Germania e della guerra, durata per l'Italia dal 1940 al 1945, fu corresponsabile dell'andamento delle varie fasi, ma evidentemente non della firma della resa incondizionata.

Paura del crimine

Il fu politico W. Veltroni, oggi moralista e sociologo giornalistico,  il 9 xi 025 sul Corriere  tratta di sicurezza e irride il concetto di percezione (di sicurezza/insicurezza), ma sbaglia, perché la percezione nell'agire umano-sociale è sempre importante e spesso non collima con i fatti. Dalla sociologia sappiamo che la "paura del crimine" non corrisponde spesso alla realtà del crimine. Chi non esce mai la sera né transita nella città di notte semplicemente ignora come vadano di fatto le cose umano-sociali nella città stessa. Qualora segua tv e giornali può farsi delle opinioni in genere improntate all'allarmismo. Allarmismo non è allarme. E' allarme esagerato. I fatti sono roba dura. Quantitativa. Il crimine esiste e i rimedi sarebbero come una forbice di cui una lama è la repressione e l'altra la equità sociale. Le percezioni sono responsabilità anche dei media e dell'agire politico.

Musica di Mishima

  Mishima Yukio nel 1964 pubblicò un romanzo intitolato Musica che può interessarci, infatti il testo mostra non scontatamente una notevole competenza dell'autore in fatto di psicanalisi. Non so se i cultori possano essere attratti dalla storia della loro materia in Giappone ... anche se ce ne fosse uno solo, e leggesse queste mie righe, lo inviterei a procurarsi Musica .  Una giovane cosiddetta frigida si rivolge a un analista freudiano, il narratore della storia, per venire a capo della propria "sordità" alla musica erotica . L'analista la cura con impegno e passione, come in molti film la terapia ha però aspetti che farebbero rizzare sul cranio i capelli a uno del mestiere.  Mishima in questo romanzo dona alle elucubrazioni dell'analista le modalità dell'argomentare freudiano; non a caso cita gli Studi sull'isteria e, comunque, sa offrire capoversi di fantapsichiatria  degni del fondatore.  Nel ricordare la fortuna enorme che ebbe la psicanalisi negli...

Il triangolo della tristezza*

Un giovane fa carriera come modello, conosce una cosiddetta influencer, si sposano e vanno in crociera su una nave piena di persone molto ricche. La tempesta prima e l'assalto dei pirati poi trasformano gli umani a bordo in naufraghi, pochi, tra loro i due novelli sposi. Gli effetti del naufragio sono notevoli nel senso che i rapporti di potere vigenti sulla nave vengono stravolti. Capeggia i naufraghi una donna direi indocinese già addetta alle pulizie dei bagni. Si appropria del giovane sposo, la cui mogliettina un giorno scopre che il luogo dove lei e i naufraghi stanno sopravvivendo non è tanto selvaggio, anzi, da qualche parte oltre una montagna vediamo la porta di accesso a un ascensore. L'indocinese che ha accompagnato la mogliettina sua rivale capisce che la scoperta pone fine al potere che si è guadagnata dopo il naufragio... Il film "Triangle of sadness" (2022), che ho rivisto ieri sera per caso, è bellissimo da ogni punto di vista - forse le sequenze della ...

Un matrimonio radicalmente sbagliato

 Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna  che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...

Tradurre

Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua!  La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...

Valore di scambio, valori d'uso, nostalgia: un film

  Ben congegnato il racconto che propone il film (Usa 2018, regia di M. Pellington) "Nostaglia": direi a staffetta . Un perito visita il domicilio di un anziano allo scopo di valutare il valore di ciò che vi è contenuto, e ne riferisce alla figlia. Le stanze dell'anziano sono piene di oggetti senza apparente valore commerciale. Finito lui, tutto verrà spazzato via con la vendita dell'appartamento. Il perito poi visita i resti di una casa bruciata e conversa con la padrona delle ceneri. Restano a lei dei gioielli e una palla da baseball d'epoca. La signora si reca da un commerciante di cimeli sportivi che le prospetta un prezzo molto alto - per la palla. Un classico di famiglia! Il commerciante stesso ha da svuotare la casa dei propri genitori, morti, uno stabile che lui e la sorella vogliono vendere. Il lavoro è spezzato dalla morte improvvisa, in un incidente stradale, della nipote del commerciante, figlia della sorella di lui. Nulla resta della ragazzina, oltret...

Comoda cavalcata

  Qualche volta vedo "Easy rider", il celebre film del 1969 con Peter Fonda (autore), Denis Hopper, Jack Nicholson, senza contare Karen Black, tra gli altri. Due giovanotti, Wyatt e Bill, realizzano una rivendita di molta polverina bianca ("pura vida, hermano, pura vida!") e partono pieni di dollari in direzione del Martedì grasso di New Orleans a cavallo di due chopper motorizzati H.D .  Da Los Angeles sono circa duemila miglia, più di tremila chilometri. Se la prendono comoda la cavalcata, dormono all'aperto, incontrano un autostoppista hippy, ne visitano la comune, fumano marijuana, godono paesaggi ... Verso il termine di una delle notti della cavalcata, diventati trio grazie a una nuova conoscenza, sono aggrediti da alcuni bastonatori diciamo sudisti di provincia cui il giorno prima non è piaciuto il look dei riders . Il conoscente acquisito muore. Non vediamo nulla che assomigli a una sepoltura. Wyatt e Bill arrivano a New Orleans, partecipano a un corteo c...

Al confine di una potente soggettività

 "Giulia" è un film di Ciro De Caro fatto nel 2021 in tempo di mascherine, e già questo è interessante. A parte che non credo sia solo romano e dintorni il pubblico dei film in Italia, no? - la storia riguarda una giovane che è stata da poco lasciata dal fidanzato e si arrabatta ad alzare qualche soldo in un centro anziani, chiuso poi a causa della gestione del covid che tutti abbiamo conosciuto. In compenso Giulia entra in contatto con un paio di squinternati suoi simili che la ospitano. Viaggia leggera, raccatta cose, le rivende, transita al confine di una potente soggettività, la sua. I tre vanno al mare. In un certo modo il film mi riporta a certe esperienze degli anni sessanta, tutto è cambiato, qui non "la ragazza con la valigia" abbiamo, o una che "io la conoscevo bene", no: una con lo zainetto che alla fine da sola, liberato un cavallo da un recinto, trova un'acqua marina tranquilla e si inabissa. Fine del film. Splendido, ottimi attori, Giulia...

Lavoro italiano in Germania prima e dopo il 1943

 Il giornalista Ricciotti Lazzero circa trenta anni fa pubblicò per Mondadori Gli schiavi di Hitler , una ricerca sui lavoratori italiani in Germania prima e dopo l'8 Settembre del 1943, data dell'armistizio firmato dall'Italia, già alleata con la Germania, con gli Angloamericani. Se prima di quella data i nostri connazionali avevano - volontari - lavorato in Germania come membri di una nazione alleata, dopo essi divennero membri di una nazione dai tedeschi ritenuta - non a torto* - traditrice, con le conseguenze peggiori per la loro permanenza in Germania. Dopo l'8 Settembre del 1943 i tedeschi in Italia, divenuta terra nemica, fecero prigionieri enormi quantità di soldati dell'esercito italiano e di uomini validi e li mandarono forzatamente a lavorare in Germania. La ricerca di Lazzero mostra che dal 1943 alla fine della guerra, 1945, per i nostri numerosissimi connazionali il lavoro forzato agli ordini dei tedeschi fu un inferno e un mattatoio. I sopravvissuti to...

Alessandria in Egitto ... anni Trenta

  Credendolo opera di Gerald Durrell, di cui diversi anni fa avevo letto con interesse La mia famiglia e altri animali , ho comprato usatissimo Justine  (1957), di Alexander Durrell, suo fratello. A casa mi sono accorto subito della svista, comunque ho dato inizio alla lettura. Si tratta di un romanzo che racconta in prima persona le vicissitudini di un giovane non in soldi con una danzatrice nei ritagli di tempo prostituta, e con una incantatrice ebrea  dedita a tradire senza sosta il ricco marito arabo. Alla fine della storia, che si svolge ad Alessandria in Egitto poco prima della seconda guerra mondiale, il narratore ha la danzatrice, Melissa, morta di tbc, e Justine, l'incantatrice, in un kibbutz*.  Si cura della bambina di Melissa, nata da transiti di lei nel letto del marito di Justine.  A un tratto ho pensato alle Affinità elettive , con Justine* al posto di Ottilia, ma lascio subito tale traccia perdersi nel deserto per tornare in Alessandria, soggetto ...

Meravigliose bolle di sapone

 I sogni non distinguono tra vivi e morti e li fanno agire insieme   ... vedo un Tito Provvedi giovane e forte informarmi sullo stato di malattia di sua moglie Elda ... logicamente del suo linguaggio medicoide non capisco un'acca ... anche perché sono mentalmente occupato a organizzare il restauro di una Triumph 350 ...  una nuova servetta latino americana che non entiende la nostra lingua si aggira per casa ... sono distratto, ma non tanto da non scorgere, transitando lungo un corridoio, l'amico Berna in piedi, chiuso in una stretta giacca a doppio petto, triste, davanti a lui un quotidiano spalancato e fermato per largo al piano del tavolino da una striscia di nastro adesivo trasparente ... mia madre intanto si barcamena ... tutti mi disturbano ... certo l'amico Tito è in forma smagliante! Ma cos'è che vuole in casa mia? Orbene, Tito è defunto da una ventina di anni, mia madre pure, quanto al Berna, vivo,  mi chiedo se la intrinseca coglionaggine del fissare ...

Cuccagna ovvero Schlaraffenland

 Chiamarsi Mann per uno scrittore era un pasticcio come chiamarsi Roth ... nel secondo caso Joseph deve rivoltarsi nella tomba perché lo si scambia per Philip ... davvero un duro destino! Di Heinrich Mann mi sono occupato qui di recente a proposito del famoso Angelo Azzurro ... ho trovato due altri romanzi, La piccola città e Il Paese di Cuccagna (Im Schlaraffenland) ... il primo si svolge in Italia, in un piccolo capoluogo direi umbro a noi lettori italiani mostrando in tutta evidenza il gusto di HM di scegliere cognomi curiosi/ridicoli/satirici per i personaggi ... ho comunque abbandonato la lettura circa a metà perché il modo non da aquila di narrare le storie che usa HM qui si incaglia in una quantità enorme di personaggi ... cittadina di provincia fine Ottocento, pettegolezzi e desideri s'impennano all'arrivo di una compagnia operistica ...  Im Schlaraffenland si svolge invece a Berlino, dove un giovane di bell'aspetto fa carriera mondana credendosi un poeta ... in...

Il castello di Cène

 Dalla lettura di uno dei testi che accompagnano Ritorno a Roissy , il seguito di Histoire d'O , ho ricavato l'indicazione di un romanzo intitolato Il castello di Cène, di Bernard Noel. Avuto con qualche difficoltà tramite la biblioteca comunale dell'Impruneta, lo ho letto senza ben comprendere la sua menzione nel contesto di cui sopra. Tradotto in un italiano che funziona, il romanzo tratta in modo poetico di un giovane che passa diverse prove sessuali d'iniziazione allo stato di sudditanza nel castello di cui il titolo, sito in una isola non lontana dal continente (africano?) e dominato da una signora misteriosa. Le descrizioni delle prove sessuali sono abili, coraggiose, crude, e mi pare che lascino poco da escogitare in fatto di multiformità e perversione. Ribadito che la Histoire d'O  c'entra poco con Il castello di Cène, è necessario notare che in appendice l'autore anima da par suo il contenuto di certe beghe da lui patite con la legge francese, risv...

Riassumere in terza persona

  Nel corso dei decenni mi sono accorto di poter alleviare certe mie pene raccontandomele in terza persona, di recente ho scoperto, occupandomi dei film e dei libri che "recensisco" in questa sede, di adoperare anche sfrontatamente lo strumento del riassumere, ed è stato naturale poi procedere a "riassunti" che riguardino me. Posso riassumere ciò che mi indispone, diciamo così, e metterlo in terza persona ... ne risulta un distacco che può sconfinare nell'ironia/autoironia ... invito chi legge a provare ...

Rosa, che danza scalza

  Con il titolo L'Angelo azzurro * ho riletto il romanzo di Heinrich Mann Professor Raat oder das Ende eines Tyrannen , del 1905. Mi ricordavo ben poco, ma sono certo di una già avvenuta lettura a causa dei segni e degli appunti a lapis con cui un tempo marchiavo i libri... Il titolo originale accenna alla fine di un tiranno. La tirannia di Raat, detto dai moltissimi suoi detrattori Unrat (porcheria, sudiciume), consiste nell'autoritarismo come docente di greco e latino nel liceo di una città tedesca (Colonia) e nel desiderio patologico di stangare gli allievi che non gli piacciono - anche al di fuori della scuola. Scopre che tre di loro frequentano un locale, l'Angelo azzurro, dove si esibisce una sciantosa, Rosa Freulich, la quale balla scalza e arrotonda le entrate al di là dell'arte tersicorea. Ragione per cui Raat curiosa nel locale, s'infila nel camerino di Rosa e per farla breve s'incapriccia di lei. Diviene rivale dei suoi studenti, fa carriera nell...

Pogrom?

Dopo la sortita di militanti della organizzazione Hamas dai limiti della striscia di Gaza, operazione costata morti feriti e prigionieri ebrei abitanti o di passaggio nella zona (7 Ottobre 2023), alcuni commentatori italiani* hanno parlato di pogrom , un termine della lingua russa divenuto abbastanza popolare nel mondo dopo le insurrezioni persecutorie che gruppi di cittadini cristiani in Russia effettuarono oltre cento anni or sono ai danni di minoranze ebree (v. La Giudeofobia in Russia , di Cesare De Michelis). Il fascino esotico del termine pogrom deve aver fuorviato i suddetti commentatori, infatti la sortita del 7 Ottobre 2023 ebbe caratteristiche che si adattano male alle insurrezioni persecutorie russe. Lì maggioranze inferocite (cristiani russi) si accanirono contro minoranze ebree, mentre attorno alla striscia di Gaza i militanti della organizzazione Hamas assalirono membri della maggioranza ebrea installatasi in Palestina nel corso del secolo ventesimo e responsabile nel d...

Fondamenti strapaesani della fantasia di Carlo Collodi

  Pinocchio a casa sua , di  Nicola Rilli (2008), riambienta le avventure del famoso burattino nei luoghi frequentati da Collodi (Carlo Lorenzini) durante la sua vita. Attorno a Sesto Fiorentino . Da notare che Rilli non era toscano, per cui la sua ricerca dei e sui luoghi da cui la fantasia di Collodi avrebbe tratto le note storie fu una fatica da studioso, da etnologo in trasferta. Leggendo, a chi invece come il sottoscritto è fiorentino, scorrono nella memoria visiva luoghi più o meno noti eppur tuttavia precisi. Ne risulta un rimpicciolimento strapaesano delle avventure di Pinocchio, una riterritorializzazione che però non le profana... Leggendo mi è venuto da pensare all'opera di George Painter su Proust, dotata perfino di un indice utile a scoprire i "veri" nomi dei personaggi della Recherche ... Tra le molte scoperte (o trovate) di Rilli segnalo queste: il "pescecane" che inghiotte Geppetto e poi Pinocchio sarebbe stato un ricco avaro, un usuraio operante...

Una storia sessuale e psicanalitica

Il romanzo di Edith Templeton intitolato  Gordon ( 1966) racconta le imprese sessuali che uno "psichiatra" poco meno che cinquantenne, Richard, compie insieme a una giovane meno che trentenne, Louisa, protagonista e narratrice in prima persona. Lui la rimorchia in un locale, la violenta dopo averla sdraiata sopra una panchina e per così dire la rende schiava consenziente a una lunga serie di incontri/amplessi apparentemente privi di slanci amorosi, per lo più realizzati nell'abitazione di lui. Il caso ha voluto che io abbia riletto Gordon (uscito in italiano nel 2003) dopo aver letto il seguito  di Histoire d'O - v. il post precedente a questo - per cui propongo che il percorso sessuale di Louisa sia analogo a quello di "O" in direzione della subordinazione femminile  - compiaciuta -  alle voglie maschili, in Gordon  monotone, ma efficaci in termini di orgasmo. Differenze: qui non abbiamo  castelli e messe in scena sadistiche ... tutto è molto borghes...

Un nuovo capitolo di Histoire d'O

  Ignaro della sua esistenza, ho trovato in un punto di scambio libri  Ritorno a Roissy , di Pauline Réage, autrice del celebre romanzo Histoire d'O . Si tratta del seguito (1969), in effetti breve, ma corredato nell'edizione Bompiani da una prefazione a cura di Alberto Arbasino, che si aggiunge a una riflessione della Réage e a una sorta di conclusione a cura di qualcuno - sfuggito già alla mia memoria. Insomma: per un libretto di poche pagine abbiamo tre responsabili. A parte le solite spiritosaggini, Arbasino situa l'opera della Réage nel contesto dei gusti e dei libri cui essa deve riconoscenza, o appartiene. A De Sade, per esempio*.  Suppongo che si abbia in mente Histoire d'O ... Roissy è il nome del castello in cui la protagonista viene condotta ai fini della sua formazione alla subalternità rispetto alle voglie maschili . Ricondottavi a cura del di lei padrone, la protagonista scopre e insieme rivela che il suggestivo castello sadiano è divenuto una casa di ap...

Esperanto

 L'ampia diffusione della lingua inglese oggi in Italia ha varie spiegazioni - che possono comunicare tra loro. La spiegazione più solida sta nel fatto che in Italia sono presenti stabilmente milioni di persone che non conoscono la lingua italiana o la conoscono male, per le quali la lingua inglese è una sorta di esperanto condivisibile con le varie etnie, popoli, culture, e con gli italiani, circa 55 milioni, dei quali non pochi masticano un po' di lingua inglese. Quanto precede direi che è vero a livello mondiale, ciò significa che la lingua inglese è di fatto ciò cui l'esperanto aspirava*. L'ampia diffusione della lingua inglese in Italia dipende anche dal fatto che ogni anno decine di milioni di turisti visitano il nostro Paese senza conoscere la lingua italiana, ragione per cui gli operatori turistici devono conoscere l'esperanto, cioè l'inglese. E' dunque ragionevole che questo o quell'esercizio commerciale più o meno legato al turismo esponga indi...

I demoni di Dostoesvskij

  I demoni s'intitola un romanzo - di oltre 600 pagine stampate fittamente - pubblicato da Dostoevskij a puntate negli anni 70 del xix secolo. Molto tempo fa in non so quale libro di Guido Ceronetti trovai un accenno a I demoni  e ai cosiddetti anni di piombo in Italia e ciò, unitamente alla stima che avevo per Dosto, mi ha indotto a prendere i due volumi, visti in un punto di scambio. Si trattava di una traduzione, pubblicata da Mondadori nel 1942, fatta da un russo che forse scriveva benone in italiano, ma ... Dopo poco mi sono trovato a leggere il primo volume come se fosse scritto in una lingua a me quasi ignota, che ne so ... in portoghese ...  procedevo nella nebbia, alle prese anche con una caterva di personaggi necessitante una rubrica ... mi sosteneva la stima che avevo avuto per Dosto e la curiosità indottami da Ceronetti con il suo paragone de I demoni con gli anni cosiddetti di piombo. Sono andato avanti nella nebbia, bestemmiando, fino al secondo volume, qu...

Amore colla e rilegature

  Trovato in casa, ho letto un romanzo di I. Allende del 1984 pubblicato da Feltrinelli nel 1988 in forma facile al disfacimento, D'amore e ombra .  Come è noto nel 1973 un colpo di Stato rovesciò il governo di unità popolare cileno con il caloroso assenso di multinazionali* e Usa ... fu imposto al Paese un regime contrario al socialismo e comunque feroce.  Il romanzo tratta di una vicenda che si sviluppa entro il quadro qui accennato senza tuttavia indurre il lettore a considerare che il golpe aveva violato la legge e stravolto la vita pubblica con l'appoggio degli Usa ... un vero peccato ... la cittadina statunitense I. Allende, di cui ho letto altri tre gradevoli romanzi, è un'autrice - propizia al facile trascorrere del tempo tramite lettura - nelle cui pagine mi pare che circolino succhi marqueziani e nerudiani ... contrariamente alla rilegatura del mio volume, pessima e bisognosa di paziente colla, il romanzo è costruito con abilità da vera professionista ... Una g...

Un Don Giovanni del porno

  "Don Jon" è un film piuttosto vecchio in cui spiccano attrici famose come S. Johanson e J. Moore. Solo tramite internet ho capito che si tratta di una tessera del mosaico dongiovannesco. Racconta la storia di un giovane di origine italiana, Jon Martello, che nel tempo libero va a caccia di ragazze in discoteca, frequenta una palestra e si masturba a cottimo davanti a filmini porno. La domenica va in chiesa e confessa i suoi peccati. Si fidanza con una bella ragazza (S. Johanson) che lo spinge a frequentare una scuola serale per migliorare in fatto di status. Qui Jon conosce una vedova (J. Moore) che lo consola quando la fidanzata, scoperta la passione per i filmini porno, rompe. La vedova induce Jon a cambiare pettinatura e ad amoreggiare in modo più relazionale. Il regista e protagonista (J.G. Levitt) sfotte gli italoamericani e la religione cattolica in particolare nelle sequenze dedicate alla confessione dei peccati di Jon e all'assoluzione che egli riceve - padre no...

Alcune considerazioni sui sogni

I sogni si possono distinguere in due tipi, del primo, biografico, sono  le "storie" in qualche modo corrispondenti alle nostre esperienze, del secondo, finzionale, le "storie" non corrispondenti alle nostre esperienze, nonostante che possiamo esserne "attori". Inutile precisare che il secondo tipo di sogni incuriosisce più del primo.  I sogni del primo tipo tendono a mettere in scena i "fatti nostri", in modo piuttosto disordinato, infedele, irrealistico, ma, se abbiamo pazienza e coraggio di lavorarci, essi ci aiutano ad  essere sinceri con noi stessi .  Ai sogni del secondo tipo, quelli le cui "storie" non corrispondono alle nostre esperienze, possiamo lavorare come se tali "storie" ci riguardassero allegoricamente.  Sia i sogni del primo sia quelli del secondo tipo possono comunque suggerire spunti riguardanti  tutti  ...  Il post che avete sotto gli occhi presenta alcune "storie"  elaborate  da sogni avuti da me...

Melius deficere ...

  Di recente ho avuto a disposizione due raccolte corpose - complete, forse - di racconti, una da Checov, l'altra da Cortàzar. Postume, com'è ovvio nel caso del russo. Ho letto tutta la raccolta da Checov, non tutta quella da Cortàzar, ma non è questo il punto. Durante la lettura mi è tornato in mente il caso della mancata pubblicazione dell'opera completa* di Elvio Fachinelli, intellettuale e psicanalista di scuola freudiana defunto prematuramente parecchi anni fa. A quanto ne so Fachinelli aveva affidato a Roberto Calasso la cura dei propri libri con lo scopo che essi non finissero monumentalizzati nella dimensione dell'opera completa. Aveva ragione. L'opera completa non è inutile a chi conosce un autore, ma è dannosa a chi non lo conosce "bene". Era il mio caso in rapporto a Checov e a Cortàzar. Invece, guarda caso, poco prima avevo letto una antologia da Carver curata dallo stesso Carver, davvero buona. A volte ti basta un caffè, tutto quanto il bar è...

Vanità degli studi

...  la "vanità degli studi" ha una sua suggestiva immagine, una, mi raccomando, negli studenti delle superiori che preparano qualche risposta - da dare a interrogazioni forse programmate - di mattina prima di entrare a scuola, su una panchina seduti o su un gradino, o in marcia... non frequento treni, tram e simili ...  Io trovo quanto precede imbarazzante, umiliante ... mi vanto di non aver mai ceduto a tale fifa o se vogliamo a tale opportunismo, mai ...  Com'è logico è possibile che tra tali "opportunisti" vi siano anche soggetti ansiosi che non possono fare a meno di perfezionare la preparazione che li ha impegnati durante il pomeriggio del giorno prima...

Io capitano

 Visto in tv "Io capitano" di Garrone, doppiato. Un Pinocchio senegalese parte insieme al cugino per l'enorme viaggio verso l'Europa, ovvero il Paese dei Balocchi, dove forse diventerà un asino ... Ne passa di serie, ne busca ...schiavo muratore prima, poi muratore a Tripoli, gli affidano infine - dei profittatori - un peschereccio pieno di migranti da pilotare fino all'Italia. Diventa un "capitano" e se ne vanta. Fine del film. Fantasie grandiose di un sedicenne? Il film offre sequenze tra reverie e sogno ... Garrone ha comunque sia trovato un modo relativamente piacevole di rappresentare a tutti (coloro che vedono il film) un tema, quello delle migrazioni dall'Africa, che si stenta a svolgere ... troppo difficile ... Nel seguire la storia ho pensato all'espressione "trafficanti di esseri umani" ... Garrone mostra che in questione è un tipo di cinico sfruttamento dell'opportunità di lucro che le migrazioni offrono ...

Attribuzione causale e indignazione

  Giorni fa ho visto sul marciapiedi il muso di una utilitaria rossa, non vecchia, occludere il mio transito a piedi. Mi sono avvicinato, l'auto sfiorava la parete dell'edificio alla mia sinistra. Ho fatto il giro dell'auto e ho visto che sul retro, a sinistra, c'era un grosso squarcio. Dopo un po' ho concluso che il guidatore dell'auto era stato urtato, mentre stava uscendo dal suo posto di parcheggio "a pettine", da un'altra auto proveniente a una certa velocità dalla strada di notevole traffico che fa angolo con la via del parcheggio, secondaria. Urtato con tanta violenza, che l'auto rossa è stata sbattuta contro la parete dell'edificio di cui sopra. Ieri, tornato sul posto - non tanto per curiosità, quanto perché la mia auto era parcheggiata a tre metri dal descritto guaio - ho visto che qualcuno aveva spinto giù dal marciapiedi l'intrusa, ora in attesa di un recupero eccetera. Quanto precede rappresenta, io credo, i risultati di u...

Bugie bianche, bugie nere

  Ieri sera, certo non durante un seminario di filosofia morale, ho udito per la prima volta nella vita l'espressione "bugia bianca". Subito sono andato a vedere se risulta o no. Risulta, e significa più o meno bugia a fin di bene , bugia pietosa. La "bugia nera" sarebbe invece quella il cui fine è egoistico, non altruistico. Mi suggerisce mio figlio che "bugia bianca" sia la traduzione ottusa di "white lie" ...

Il latino è anziano

 Un articolo del Corri sera, corri , firmato da Sergio Harari giorni fa trattava delle malattie degli anziani sull'onda dei guai patiti da Bergoglio e, proponendo il motto latino senectus ipsa est morbus -   la vecchiaia stessa è una malattia - dava senectus ipse est morbus . Senectus, la vecchiaia, è femminile, quindi regge ipsa , non ipse, maschile. Non so chi abbia cannato, se l'autore o l'automa, come talora accade... Comunque il latino, che io e tanti altri miei coetanei abbiamo praticato per almeno otto anni, è meglio lasciarlo riposare in pace ... è anziano.

Un racconto di Julio Cortàzar

Beppe Severgnini  ieri sul Corri sera ha detto la sua circa le trumpate in corso menzionando un vecchio racconto dello scrittore argentino Julio Cortàzar, Casa occupata.  Ne ha dato una lettura politica: la casa occupata misteriosamente da estranei sarebbe (stata) l'Argentina stessa presa dai militari ... la "libertà" ridotta dalla "dittatura" ... oggi, suggerisce Severgnini, nel mondo "occidentale" succederebbe lo stesso, pian piano, per mano di Trump. Cortàzar, scrive il noto giornalista, avrebbe perso un incarico accademico per decisione dei militari ...  Che lo scrittore argentino sia stato contrario a Peron e che nel 1951 si sia trasferito in Europa sono fatti, comunque il racconto Casa occupata è stato scritto molti anni prima dell'inizio del regime dei militari (1976) - circa un quarto di secolo prima. Con i "colonnelli" il racconto non c'entra, forse ipotizzabile resta che alluda al periodo peronista, coevo del racconto, pubb...

Gianburrasca

 In questi ultimi tempi sono andato rileggendo Il giornalino di Gianburrasca , un libro che ha più di cento anni scritto da Vamba (Luigi Bertelli) per i ragazzi, ma anche per gli adulti; infatti l'autore, travestito da ragazzino preadolescente, spara sulla piccola borghesia del suo tempo senza pietà . A parte le probabili derivazioni del testo di Vamba da un romanzo statunitense di tale Metta Fuller Victor, di cui non so nulla, la lettura di nuovo mi è risultata piacevole per motivi personali, infatti il linguaggio che usa Vamba-Giannino mi ricorda quello di mia nonna (1896-1989), la quale non a caso mi regalò nel 1956 la copia che possiedo. E' anche molto fiorentino, il testo, come lo è l'impareggiabile Pinocchio di Carlo Lorenzini detto Collodi, per cui del "ragazzaccio" della Victor me ne impipo, potrebbe dire Giannino. Ho scritto qualche paragrafo sul Giornalino circa venti anni fa in Wir Kinder (Firenze, 2003), per cui in corso di lettura sono andato a ved...

Jung per principianti

  Lo scrittore laureato in Fisica Paolo Giordano tratta sul Corriere del 6 Febbraio di "verità vera" e "verità false" in riferimento a certi andazzi collettivi di questi anni che non gli piacciono. A proposito delle trumpate e del loro spirito chiama in causa la "psicoanalisi" e Jung, che dalla "psicoanalisi" si distaccò in modo radicale fondando una disciplina, detta "psicologia analitica", che dalla "psicoanalisi" freudiana si distingue assai. In effetti Jung ai tempi dell'esordio del nazionalsocialismo in Germania - paragonato dal bravo Giordano al trumpismo - si concesse qualcuna delle suggestioni per cui è stato celebre. Non sono spiegazioni, sono suggestioni basate sull'incerto terreno dell'"inconscio collettivo", degli "archetipi" e così via. Vanno benone per un articolo in quella che una volta si chiamava "terza pagina", e stop. Wotan, Odino ... 

Il caso Mortara secondo Bellocchio

Il film di Marco Bellocchio, "Rapito" (2023), è godibile dal punto di vista estetico, ben recitato da ottimi attori dotati di ricchezza fisionomica, e, come al solito, cinematograficamente ottimo - luci, colori. Eccellente il bambino che interpreta il ruolo del piccolo conteso. Chi segue il film fruisce di informazioni o, se è il caso, di un restauro di informazioni in fatto di storia italiana ottocentesca. La vicenda è la seguente: a Bologna un bambino ebreo viene battezzato di nascosto da una giovane donna a servizio dei Mortara, la famiglia di lui; la ragazza teme infatti che il bambino, ammalato, muoia e finisca nel "limbo"... La Chiesa rivendica qualche anno dopo il bambino battezzato - de jure e de facto lo rapisce alla famiglia Mortara. Si è nello Stato pontificio, di cui Bologna fa parte. I Mortara non riescono a riavere il bambino presso di sé, anzi: il piccolo si adatta alla sua nuova vita di cattolico. Crescendo viene accostato allo stato sacerdotale. Fa...

Fin da bambino

Il Corriere della sera, che sfoglio ogni giorno a causa della mia abitudine ai quotidiani contratta da bambino, è un insulto ai miei gusti intellettuali - come ogni altro foglio, almeno tra quelli che conosco. E' una umiliazione che mi infliggo, ma forse tale umiliazione nutre il mio bisogno di polemizzare. Comunque sia il CdS oggi è un organo molto vagamente sinistrorso, moderato, "anima e zampa liscia ai padroni" (Franco Fortini), imperialista, sionista, cattolico, se non addirittura clericale. Probabile che il proprietario, Urbano Cairo, abbia peggiorato la situazione del CdS, ma chissà. Le "firme" del giornale sono all'incirca tutte intollerabili, spesso spero per loro che fingano, cioè che non credano davvero alle scempiaggini che scrivono. Negli anni, sono infatti anni che ho abbandonato La Repubblica, che oltre ad essere mefitico è anche romanesco, vedo che il CdS riempie pagine intere, a volte due di seguito, con interviste anche a tizi e tizie a me ...

Il linguaggio settoriale medico odontoiatrico

  Avendo a che fare con un dentista, ho letto che per domani mi tocca una visita "protesica" ... il termine "protesi", ben noto a molti, deriva dal greco antico - praticato da me a lungo sei decenni fa - e precisamente dal verbo tìtemi che significa più o meno "mettere", "porre" ... un altro termine a molti noto è "ipotesi", che deriva sempre da tìtemi ... ma l'attributo cui dà luogo è "ipotetico" ... perché dunque da una parte abbiamo "protesica, protesico" e dall'altra "ipotetica, ipotetico"? In uno dei due casi c'è un errore, indovinate in quale ...

Il supplemento domenicale del Corriere della sera

 Abituato alla piacevole materialità cartacea dei quotidiani, nonostante il disgusto che essi mi provocano continuo a sfogliarli. Molti anni fa, stomacato da La Repubblica, passai al Corriere della sera. Sono certo molto scontento del CDS, che ha il solo pregio di non essere romanesco  - poco altro. La domenica pubblica uno dei suoi numerosi supplementi, La lettura, che è un settimanale di novità librarie. Io non leggo MAI una recensione prima di aver letto il libro de quo e pratico quasi solo libri vecchi. Ciò mi distoglie dalla lettura della maggior parte delle pagine del settimanale del CDS, eppure ne scorro i titoli e non manco di gettare un'occhiata su qualche articolo non recensorio, su qualche intervista al pensoso coglione di turno pubbliciatario. Il settimanale è vagamente "di sinistra", progressista, femminista, mondialista, lgbtdfzwy + e in definitiva appartiene al settore detto "imperialismo di sinistra". In termini Usa si direbbe che La lettura è u...

La ragazza che va sposa

  Un ex militante di estrema destra è protetto dallo Stato dopo aver vuotato il sacco circa le azioni del gruppo suprematista in cui operava; fa il giardiniere presso una signora di cui si prende saltuaria cura anche sessuale, insomma tutto fila liscio, serre, aiole, innesti e amplessi. La signora deve tuttavia  prendersi la responsabilità di una nipote orfana, quindi la assume come aiuto del giardiniere. Dopo una serie di vicissitudini dovute alle pericolose frequentazioni della ragazza, tossicodipendente, un nuovo equilibrio si crea nella proprietà, infatti il giardiniere e la giovane si uniscono e la signora rimane tale: padrona, ma accantonata. Ho stentato un po' a capire che la storia si svolge in Usa, tanto è sobria la materia visibile. Il film è del 2022 e s'intitola "Il maestro giardiniere". Ricordo il nome del regista, P. Schrader, e della protagonista femminile, S. Weaver.  Ho pensato, in fatto di trasformazioni, al giardiniere in cui, dopo la rivoluzione, s...

Cristo non morì di sonno

  Alle armate internazionali (anglo americani e soci) che risalirono la penisola occupata dalle truppe tedesche si aggregarono divisioni già in forza all'esercito italiano liquefattosi dopo l'Otto Settembre 1943; ragione per cui oggi, a 80 anni di distanza, si tenta di accreditare di parziale italianità la vittoria alleata del 1945 e la liberazione, a parte, com'è ovvio, il ruolo dei partigiani. Ciò premesso (v. La pelle , di C. Malaparte, ma anche Gli ultimi soldati del Re , di E. Corti) , quando leggo in una nota del Corri sera (10 I 2025) che i tedeschi erano invasori , per l'ennesima volta devo ricordare che gli invasori erano invece gli anglo americani e soci . Le armate tedesche, a parte che fino all'Otto Settembre 1943 erano state alleate dell'Italia e che i soldati tedeschi avevano combattuto insieme agli italiani in Russia e in Africa settentrionale, in parte erano risalite dal sud d'Italia dopo la sconfitta in Africa settentrionale, quindi già si t...

Fuga a Bariloche con ballerina di tango e altri casi di cinismo

 Già dieci e cinque anni fa qui ho segnalato un errore che diffusori di parole ascoltati come i radio e telecronisti di calcio spargono senza tregua parlando a vanvera di cinismo , termine che appartiene all'etica, settore dove numerose sono le pratiche possibili; non allo sport, non al calcio, dove segnare goal non è una opzione, ma un passaggio decisivo. Si dice da parte di quei diffusori di fregnacce che una squadra è cinica per indicare che è pratica, pragmatica, che bada al sodo, cioè a fare e a non prendere goal. Se io approfitto di una vacanza di mia moglie per filarmela a Bariloche con una ballerina di tango senza lasciare alla consorte alcun recapito e i debiti da pagare, ebbene: sono cinico ... Se come tutore di un giovane incompetente vendo il suo villone al prezzo di un trivani cittadino a chi poi mi ricompenserà in denaro, ecco un altro caso di cinismo ... Se svuoto la magione paterna in quanto il padre mio prevedo che dall'ospedale passerà al cimitero, ecco anc...

Protesto

Da ormai molti anni chi è sensibile alle parole viene infastidito da un abuso lessicale, da una mostruosità la cui origine probabile risiede nella lingua dello sceriffo: l'attributo umanitario/a è infatti adoperato come se fosse di significato neutro, mentre invece ha un significato positivo - vuol dire favorevole agli esseri umani, a loro proficuo - per cui si devono udire e leggere schifezze come "catastrofe umanitaria", "emergenza umanitaria" e simili, veri ossimori quali sarebbero "freddo calore", "crudele bontà" e simili. L'attributo umanitario/a ha ricevuto nella nuova accezione il significato di umano-sociale .