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Un incubo: gli anni sessanta

 Qualche giorno fa Rai storia ha diffuso un film del 1962, "Il disordine", di Franco Brusati, con una quantità di volti femminili e maschili allora noti, sia italiani sia stranieri. Bianco e nero, s'intende. Ai tempi mi era sfuggito. A parte il titolo, infelice e con ogni probabilità moralistico, il film merita di essere visto e meditato, non tanto come riflesso critico del cosiddetto miracolo economico, che non fu un miracolo e che comunque a nessuno importa più, quanto per la sua costruzione. Se leggete la scheda wiki non avrete soddisfazione. Il "disordine" del titolo sta in un ordine narrativo non comune, in una "scansione" quasi "onirica" delle scene, che passano, notturne, attraverso il protagonista, un "io" spaesato come talvolta lo siamo nei sogni. Questo è un incubo, altro che miracolo economico.  Direi che Brusati ha composto un film "a episodi", come allora si faceva, ma senza avvisare lo spettatore coi titolett...

Ferzetti, Pietrangeli, Antonioni, Sandrelli

Antonio Pietrangeli ci dette "Io la conoscevo bene" (Stefania Sandrelli, Nino Manfredi e altri che non ricordo). Nel "53 uscì "Il sole negli occhi", con Gabriele Ferzetti, una quantità di signorine a me ignote, Paolo Stoppa e Francesco Mulè : in definitiva "Il sole" anticipa il tema dell'altro film qui segnalato. Una ragazza di paese va a Roma a fare la donna di servizio, conosce uno stagnaro sciupafemmine e se la cava per miracolo. Dieci anni dopo la protagonista di "Io la conoscevo bene", anche lei campagnola inurbata, se la cava suicidandosi . Gabriele Ferzetti ha fatto il borghese antipatico con Antonioni, il che lo rende ridicolo nella parte dello stagnaro, o idraulico, o trombaio. Bravo però. Peccato che abbia incontrato Antonioni. Mi pare che Pietrangeli abbia cercato, come altri autori del cinema di quegli anni, di esprimere il disagio della trasformazione dell'Italia e del cosiddetto miracolo economico, dopo la seconda g...