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Il conformista secondo Moravia

Il conformista (Moravia, 1951) racconta brani tra loro distanti della breve vita di Marcello Clerici dando luogo a immagini di Roma, delle sue strade, degli interni, dei giardini privati - degli abiti, dei corpi. Con un ammirevole risparmio di parole Moravia è sempre capace di suscitare atmosfere consistenti: a me paiono acide - come tuttavia spesso acida è la vita. Per chi non ricorda il romanzo, passo a riassumere la storia. Marcello Clerici, figlio unico di una coppia infelice, ma piuttosto ben collocata dal punto di vista sociale ed economico, nasce nel 1907 e nel 1920, a tredici anni, patisce un'avventura che oggi diremmo di pedofilia omosessuale. Ne esce convinto di aver ucciso il seduttore sparandogli con la pistola che gli era stata promessa in cambio di “favori”. Lo ritroviamo nei tardi anni trenta funzionario dei servizi segreti (OVRA, “opera vigilanza repressione antifascismo” - la sigla però nel testo non appare) incaricato di organizzare l'assassinio di un oppos...

Asini

 "Si dovrebbe ricominciare a chiamare le cose con il proprio nome", scrive qualcuno a proposito di " mafia". Quindi io dovrei chiamare la "mafia" con il mio nome? Correttamente: " si dovrebbe ricominciare a chiamare le cose con il loro nome" L'aggettivo "proprio" dilaga, e chi non sa l'italiano lo usa a sproposito, perfino nel primo giornale italiano. 

Il coro e i solisti

Il libro di E. De Felice - Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo (prima ed. 1961, ultima 2020) -  è lungo, meticoloso, a tratti noioso, e stampato (Einaudi) in caratteri adatti a occhi sopraffini. Viziato tragicamente dalla postura intellettuale dell'autore, che giudica il prima (antisemitismo) alla luce del dopo (eliminazione fisica degli ebrei in massa), resta però una lettura utile. Infatti mostra il conformismo come una costante abbastanza solida da prosperare sia sotto una dittatura, sia in regime democratico. Gli imbecilli e mascalzoni che parteciparono al coro* antiebraico negli anni trenta e quaranta, sono oggi gli imbecilli e mascalzoni che partecipano al coro filoebraico.  Ciò detto, la ricerca compiuta dal famoso biografo di Mussolini, appunto EDF, informa documentatamente di quanto segue: gli ebrei italiani erano, dopo la fine della prima guerra mondiale (1915-1918), poche decine di migliaia e, in genere, seguirono il fascismo con una partecipazione non div...