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Il nuovo romanzo di Alessandro Piperno

  Domani non leggerò l'anticipazione del nuovo romanzo di Alex Piperno che, servile, pubblicherà il supplemento domenicale del Corriere, né leggerò mai il romanzo, a meno di non trovarlo, esaurita la mia scorta, in una casa estranea e afflitta da lunghe giornate di pioggia estiva, quando puoi ridurti a leggere perfino Dacia Maraini, o le opere minori di Susan Tamaro. Una volta del Pip  trovai in uno scambio libri Con le peggiori intenzioni e tentai di leggerne qualche pagina che asfissiantemente mi ricordò Philip Roth, altro bel campione. 

La macchia umana

La mia quarta lettura di Philip Roth, dopo L'umiliazione, Lamento di Portnoy, Il fantasma esce di scena , sarebbe stata La macchia umana , sennonché circa a metà  ho dovuto interrompere la fatica che stavo portando avanti, diciamo così, per senso del dovere. Dovere? Sospetto che P.R. venisse remunerato un tanto a parola, del resto non sarebbe stato il primo né l'ultimo. Anyway, arrivato alle considerazioni che una giovane donna, declassata, divorziata e amante dell'anziano protagonista, fa in merito alle cornacchie , mi sono arreso, dal momento che la vita è breve. Per chi non fosse al corrente dell'intreccio, si tratta di un intrigo tra il narrativo, il sociologico e il politico * di cui il protagonista, un professore universitario specializzato in classicità greca e latina, ma anche, come accade, impegnato nella nobile arte di presiedere una facoltà, o un campus, non saprei, è un negro** dalla pelle chiara che, per opportunismo, si finge bianco e, a un certo moment...

Leo Longanesi

Leo Longanesi fu scrittore in vari sensi della parola e fondò una casa editrice fortunata, ora inglobata in un trust editoriale, non ricordo quale, ebbene: andando in cerca di suoi libri, certo non facili da trovare nuovi, né vecchi, i librai mi propongono edizioni Longanesi, mentre io voglio i libri scritti da Longanesi. Sospetto che alcuni di questi librai siano degli ignoranti, per quanto non abbiano più l'età necessaria per farsi perdonare di esserlo.  Tuttavia il massimo dell'ignoranza si ha quando in una libreria chiedi Juenger e ti propongono Jung. Una volta durante una lezione menzionai Joseph Roth, scrittore europeo molto simpatico, e un'anziana bisbetica mi interruppe dicendo che mi sbagliavo, lo scrittore si chiama Philip Roth. Molto antipatico e americano.