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L'amore coniugale messo alla prova della sua traduzione in romanzo

  Nel 1949, se non sbaglio, Moravia pubblicò L'amore coniugale , un breve romanzo che narra di un aspirante scrittore il quale si dedica alla stesura di un breve romanzo intitolato “L'amore coniugale”. A tale scopo il protagonista si ritira insieme alla moglie in una villa prossima a una città toscana. A un tratto costui viene preso dalla convinzione di perdere energia creativa a causa dei suoi amplessi con la moglie. Li interrompe e scrive fino a completare il testo. Quando passa alla trascrizione a macchina del lavoro svolto si accorge di non esserne contento. Della moglie come giudice della qualità del testo egli si fida fino a un certo punto. Come se ne esce?  La storia si svolge nel 1937. I coniugi sono di condizione socio-economica buona nel senso che possiedono una casa in città e una al mare, oltre alla villa in Toscana, né hanno bisogno di lavorare per vivere. L'aspirante scrittore non è (neppure) capace di radersi da sé, per cui fa venire in villa ogni giorno un ...

Il conformista secondo Moravia

Il conformista (Moravia, 1951) racconta brani tra loro distanti della breve vita di Marcello Clerici dando luogo a immagini di Roma, delle sue strade, degli interni, dei giardini privati - degli abiti, dei corpi. Con un ammirevole risparmio di parole Moravia è sempre capace di suscitare atmosfere consistenti: a me paiono acide - come tuttavia spesso acida è la vita. Per chi non ricorda il romanzo, passo a riassumere la storia. Marcello Clerici, figlio unico di una coppia infelice, ma piuttosto ben collocata dal punto di vista sociale ed economico, nasce nel 1907 e nel 1920, a tredici anni, patisce un'avventura che oggi diremmo di pedofilia omosessuale. Ne esce convinto di aver ucciso il seduttore sparandogli con la pistola che gli era stata promessa in cambio di “favori”. Lo ritroviamo nei tardi anni trenta funzionario dei servizi segreti (OVRA, “opera vigilanza repressione antifascismo” - la sigla però nel testo non appare) incaricato di organizzare l'assassinio di un oppos...

I defunti meritano rispetto

La pubblicazione delle lettere tra Alberto Moravia ed Elsa Morante, recensita uno di questi giorni sul Corriere, corrisponde con ogni probabilità al desiderio di realizzare guadagni da parte degli "eredi" dei due scrittori e da parte dell'editore; non nego del resto che ad un certo genere di studiosi possa tornare utile. Non è la prima volta né sarà l'ultima.  Eh, la scienza, la scienza! Faccio notare che la "situazione sociale", o circostanza. dello scrivere lettere (all'amata/o, alla moglie/marito, agli amici, eccetera) è tuttavia un tantino diversa dalla "situazione sociale", o circostanza, dello scrivere romanzi e racconti per il pubblico - e per la critica. Scrivere romanzi e racconti è un lavoro, assai particolare, sì, ma lavoro; scrivere lettere non lo è.  Questo gli studiosi lo sanno, e, qualora siano inclini alle ricostruzioni biografiche, è naturale che si curino delle lettere, magari dei biglietti eccetera. Già diverso è il caso d...