Tofu
Sto leggendo due libri di Vittorio G. Rossi, uno scrittore del secolo scorso specializzato in resoconti di viaggio in terre allora più lontane ed estranee che non oggi. Uno, del 1941, è intitolato Cobra (Bompiani) e tratta d'India. L'altro è intitolato La festa delle lanterne (Garzanti, 1960) e tratta di cose giapponesi, cinesi, malesi. Il Rossi, e sia pure con qualche differenza tra la prima raccolta di scritti e la seconda, separate dalla faglia della seconda guerra mondiale, è tranquillamente eurocentrico e, se erroneamente valutato con il metro di oggi, politicamente scorretto. Sa scrivere, diciamo che mescola benino un certo provincialismo (piccineria) con la grandezza del viaggiare in terre incognite con mezzi di trasporto lenti e faticosi. Non sa del resto privarsi di spiritosaggini, in assoluto, di patata. Comunque mette in scena l'attrito della differenza tra l'essere europei e l'essere indiani, cinesi eccetera. Notevole, nel secondo dei due libri, la descrizione di cibi oggi facilmente disponibili anche da noi, allora del tutto marziani per i più. Insomma, il Rossi negli anni cinquanta del secolo scorso sapeva già cos'è il tofu.
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