Il lutto che è esploso
Nel 1948 Jean Genet pubblicò un romanzo intitolato Pompe funebri. In questione è il lutto del narratore, Jean, relativo a un suo giovane amante fucilato in quanto partigiano da parte della milizia petainista. Ricordo che la Francia, sconfitta dai tedeschi nel 1940, rimase fino al 1945 per metà in mano al nemico, per metà in mano ai sostenitori francesi del nemico, appunto detti petainisti, da Petain, massimo loro rappresentante. Tre sono gli aspetti interessanti del romanzo: 1) la posizione del narratore nei confronti della battaglia tra resistenti e petainisti, 2) il modo come il tutto viene raccontato, 3) la pornografia omosessuale di cui è capace Genet.
1) Il narratore trova il cosiddetto collaborazionismo, e in particolare i giovani membri della milizia petainista, trasgressivi nei confronti dei francesi per bene, borghesi e non borghesi. Il fatto che dei ragazzotti, tra i quali diversi teppisti, facciano venire i brividi alle brave persone patriottiche, al narratore piace. 2) Il lutto del narratore, direi, nella narrazione esplode, e la lettura risulta perturbata dall'esplosione. Si potrebbe avanzare l'ipotesi che Genet con questo romanzo abbia fatto del cut up che ricorda un Burroughs* privo di forbici, dotato invece di una sorta di scrittura irriguardosa in merito al chi, al dove, al quando. 3) La passione omosessuale trova in questo romanzo un competente, abilissimo e suggestivo interprete.
Coraggioso scrittore, Genet.
*Il pasto nudo, di W. S. Burroughs è del 1959, Il biglietto che è esploso del 1961.
Commenti