Ohiohiness of School.

A proposito dei molti insegnanti nei vari ordini di scuola che resteranno privi in parte o del tutto di lavoro, cioè d'insegnamento nella scuola pubblica, e dovranno arrangiarsi altrimenti, consiglierei loro di aprirsi all'ipotesi di fare davvero altro, a parte le sacrosante manifestazioni di protesta ed eventualmente di lotta. Ho letto ieri su Repubblica la storia di una restauratrice che ha mollato il restauro per fare l'insegnante: bad error!

Quanto ai motivi per cui il governo ha deciso di diminuire la spesa per la scuola pubblica, essi sono soltanto apparentemente di risparmio, infatti sono eminentemente politici. La scuola pubblica è un avversario oggettivo dell'attuale governo e del costume ad esso riferibile, mal costume, molti insegnanti sono invece soggettivamente attivi come avversari del malcostume di cui il governo attuale è manifestazione e promozione. Da qui l'attacco. Cacciare centinaia e migliaia d'insegnanti significa disperdere centinaia e migliaia di avversari politici.

D'altra parte, personalmente io non sono favorevole all'uso "politico" dell'insegnamento (come "formazione" senza la cura della disciplina insegnata) che la scuola obbligatoria oggettivamente mette in opera...

Come la mettiamo?

L'unica è combattere l'attuale governo, magari ricordandosi che si è (era) insegnanti di materie specifiche, non "educatori" e "formatori", professioni queste ultime piene di buchi come secchi sfondati.

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