Umiliazione?

I ricercatori giovani, precari , e i vecchi, disperati per non essere stati ammessi alla tavola dei professori ordinari o (almeno!) associati, si agitano, a ragione i primi, ansiosi di sapere se e quando si troveranno senza lavoro e stipendio, a fatica i secondi, certi che ormai soltanto un provvidenziale ma improbabilissimo decreto governativo potrebbe sollevarli al rango da loro ambìto...

In forza della legge (ope legis, in latino) il sottoscritto (insieme alla sua maledetta generazione - la peggio gioventù) moltissimi anni fa fu tolto dal cosiddetto precariato e conseguì la non disprezzabile certezza dello stipendio (13 volte all'anno), e successivamente non ha ritenuto di "concorrere" mai, insisto, mai, per la ragione che sapeva di non avere "protettori" e quindi era certo che sarebbe stato umiliato in un esame dei suoi "titoli" assolutamente farsesco. Adesso, legge stupefatto in un documento stilato da ricercatori giovani che costoro si sentirebbero "umiliati" da un decreto ope legis, vantando essi studi e ricerche meritevoli di un vero vaglio, serio eccetera...Il sottoscritto ritiene che la partecipazione ai "concorsi" in Italia da sempre sia invece la vera umiliazione, infatti i concorsi tra virgolette sono tutti truccati e quindi falsi...Non di rado qualcuno ha depositato presso studi notarili il nome del vincitore prima dell'espletamento del "concorso", azzeccandoci.
A proposito di umiliazione il sottoscritto segnala il fatto noto che l'aspirante professore associato oppure ordinario deve per anni e anni fare il servo del suo protettore, aspettando buono buono che venga il suo turno.

Invece di piagnucolare, di auspicare, si blocchi la sessione di esami e di esami di laurea di giugno luglio, si rifiuti di far lezione da ottobre prossimo, ci si comporti da lavoratori veri - tutto qui.

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