ci sentiamo estranei al movimento degli studenti che di tanto in tanto si manifesta, in questi mesi con maggiore intensità del solito...intanto denominare l'osteggiata riforma universitaria con il cognome della ministra è burocratico e assurdo, infatti la detta riforma è berlusconiana, Gelmini conta un cavolo...ma lasciamo stare il dettaglio, che pure consente ai più nesci di "gelminizzare" ciò che è invece riferibile al progetto liberistico spinto che impera nel vasto mondo...la necessità è l'opposizione al capitalismo nella sua forma selvaggia (liberismo spinto), non l'opposizione alla povera peppa bergamasca con il suo nasone sotto gli occhiali da maestrina pudibonda...ci sentiamo estranei al movimento perché il suo linguaggio è apolitico, i suoi slogan e le sue manifestazioni scritte (poster eccetera) sono improntate ad una sorta di imbecillità canzonettistica che si rifà a coglioni conclamati...o appaiono imitare i bigliettini di carta velina che si trovano sotto la stagnola che ricopre i Baci Perugina...tra il sapienziale da quattro soldi e il sentenzioso da una lira...il riferimento al "futuro", fermo restando che sì, è vero, i prossimi anni e già gli attuali vedranno, come vedono, peggiorare il tenore di vita delle moltitudini, è inconsistente: non è in questione il tempo, porca miseria, in questione è lo sfruttamento crescente del lavoro salariato, e il decrescere dei diritti di chi lavora (se e quando lavora), ricattabile e ricattato...quanto all'università, ed alla scuola, esse sono indifendibili, la prima perché dominata dai maneggioni detti ordinari, molti dei quali parlamentari e ministri, che fanno i loro interessi come se l'università fosse cosa loro, sprecano e scazzano e concorsualmente imbrogliano da decenni, da sempre...la seconda perché è divenuta un deposito per minori dove l'istruzione è subordinata al mero onerosissimo contenimento dei minori (da qualche anno anche di personcine di altra lingua e cultura rispetto a quella nazionale)...un vero centro di permanenza temporanea di cui gl'insegnanti sono i pallidi secondini...ultimo ma non minore motivo della nostra distanza ed estraneità: da quasi dieci anni non vediamo, nei comportamenti e nei "profitti" degli studenti con cui didatticamente abbiamo a che fare, tutto questo amore e slancio verso il sapere, la cultura, la scienza, dunque ci pare che l'università e la riforma berlusconiana siano un pretesto, ma, ecco il punto! - un pretesto non riconosciuto tale dal movimento degli studenti..........
Un matrimonio radicalmente sbagliato
Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...
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