Anvur
Rompo il silenzio, dopo molti mesi, per ricordare agli ignari che la stragrande maggioranza delle "pubblicazioni" accademiche, oggetto di valutazione nei mesi scorsi - valutazione messa a fondamento della futura probabile erogazione di fondi per "la ricerca"- sono state realizzate tramite finanziamento di pseudo editori da parte dei dipartimenti, o da parte degli autori stessi, privatamente.
Ciò significa che esse non sono libri veri.
Gli articoli, d'altro canto, sono pubblicati dalle riviste raramente per il loro valore, e molto più spesso a causa delle "entrature" che gli autori possiedono nelle redazioni. Il fatto che molte riviste valutino gli articoli all'oscuro del nome dell'autore è un imbroglio: si può sempre risalire all'autore a causa del numero di volte che il tapino ha citato sue opere precedenti. Se non a causa della soffiata d'un qualche barone.
D'altra parte l'Anvur, sigla che significa Agenzia Nazionale Valutazione Università Ricerca, lavora solo sui "titoli" presenti nel sistema detto U-gov, altrimenti è come se i "titoli" non esistessero. Significa che se hai scritto dieci ottimi libri di carta presso editori veri, non presso topi di fogna, ma non li hai iscritti all'anagrafe e trasformati in "pdf", è come se tu avessi fatto vacanza, e sei fuori.
Ultimo: la quantità mostruosa del materiale da valutare, del resto, ha comportato che nessuno abbia letto veramente i libri o gli articoli o i saggi, ma lo stesso li ha "valutati" in base a criteri estrinseci.
Ci sarà pure qualcosa di buono in questo processo di valutazione universitaria, no?
No.
Ciò significa che esse non sono libri veri.
Gli articoli, d'altro canto, sono pubblicati dalle riviste raramente per il loro valore, e molto più spesso a causa delle "entrature" che gli autori possiedono nelle redazioni. Il fatto che molte riviste valutino gli articoli all'oscuro del nome dell'autore è un imbroglio: si può sempre risalire all'autore a causa del numero di volte che il tapino ha citato sue opere precedenti. Se non a causa della soffiata d'un qualche barone.
D'altra parte l'Anvur, sigla che significa Agenzia Nazionale Valutazione Università Ricerca, lavora solo sui "titoli" presenti nel sistema detto U-gov, altrimenti è come se i "titoli" non esistessero. Significa che se hai scritto dieci ottimi libri di carta presso editori veri, non presso topi di fogna, ma non li hai iscritti all'anagrafe e trasformati in "pdf", è come se tu avessi fatto vacanza, e sei fuori.
Ultimo: la quantità mostruosa del materiale da valutare, del resto, ha comportato che nessuno abbia letto veramente i libri o gli articoli o i saggi, ma lo stesso li ha "valutati" in base a criteri estrinseci.
Ci sarà pure qualcosa di buono in questo processo di valutazione universitaria, no?
No.
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