Sul lavorìo governativo intorno alla scuola non posso dire molto perché della scuola non ho esperienza diretta, ma soltanto mediata dai suoi risultati percepibili. Infatti ho lavorato sempre nell'università. Ieri 21 maggio il Corriere pubblicava un colloquio con Tullio De Mauro, linguista, cui rimando gl'interessati. De Mauro dice, a proposito dell'accresciuta autonomia decisionale dei presidi, che se, dopo tre anni che il docente x lavora in una scuola, viene mandato via da un preside magari del tutto incompetente nella materia del docente medesimo, non c'è da esserne felici. Mi pare giusto. Infine dice che ciò che serve agli studenti è imparare a leggere, scrivere e far di conto, certo ai livelli attuali. Anche questo mi pare giusto, e mi fa sentire meno solo.
Un matrimonio radicalmente sbagliato
Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...
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