Sul lavorìo governativo intorno alla scuola non posso dire molto perché della scuola non ho esperienza diretta, ma soltanto mediata dai suoi risultati percepibili. Infatti ho lavorato sempre nell'università. Ieri 21 maggio il Corriere pubblicava un colloquio con Tullio De Mauro, linguista, cui rimando gl'interessati. De Mauro dice, a proposito dell'accresciuta autonomia decisionale dei presidi, che se, dopo tre anni che il docente x lavora in una scuola, viene mandato via da un preside magari del tutto incompetente nella materia del docente medesimo, non c'è da esserne felici. Mi pare giusto. Infine dice che ciò che serve agli studenti è imparare a leggere, scrivere e far di conto, certo ai livelli attuali. Anche questo mi pare giusto, e mi fa sentire meno solo.

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