Invalsi

Il test Invalsi ha molti oppositori tra gli studenti e tra i docenti, io ne so poco e nulla, quindi non posso far altro che riferirmi a qualche impressione, provocato a scrivere, però, da un articolo sul Corriere di oggi 11 marzo del professor Inchino, noto per la verità come giurista del lavoro e fautore delle "riforme" renziane dello statuto dei lavoratori. 
L'Inchino si dichiara fautore del test Invalsi, equiparando tale strumento al termometro - si tratta qui dell'oggettino usato per misurare la febbre. Come tutti sanno, tra paragone ed equiparazione c'è differenza, anche solo per questo, che il regno dei paragoni è liberissimo, mentre quello delle equiparazioni è rigidissimo.
Che direste di un medico, insinua l'Inchino, che prima a) vi misura la temperatura corporea con il termometro, e che poi b) lo mette da parte e vi appone una mano sulla fronte e fa la sua diagnosi?
Ad a) corrisponde il test Invalsi, secondo l'Inchino, a b) il tocco clinico della mano sulla fronte.
La preparazione scolastica non è la temperatura corporea e merita proprio un certo "tocco clinico" per essere valutata, comunque non tutte le materie si prestano ugualmente ad essere quantificate (digitalizzate?) e non in tutte le loro componenti. In Storia le date contano, e qui l'Invalsi può aiutare, ma conta anche l'interpretazione, e qui l'Invalsi non vale.
L'Inchino suggerisce del resto che le "scuole" universitarie potrebbero avvalersi dei risultati rigorosi dell'Invalsi per risparmiare sui costi dei loro test d'ingresso. Mentre, sostiene l'Inchino, molte commissioni dell'esame di maturità sono o di manica larga o di manica stretta, cioè: inaffidabili.

Non credo di poter avere simpatia per l'Invalsi, del resto non ne ho neppure per i metodi tradizionali di valutazione, quindi sospendo il giudizio. Mi resta da ripetere che dove va l'Inchino io non voglio trovarmici.

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