Carlo Catarsi

Con otto mesi di ritardo (non leggo i quotidiani che pubblicano necrologi fiorentini né frequento ex colleghi)  apprendo da un conoscente che è morto suicida il sociologo Carlo Catarsi, già professore nell'Università di Firenze. Lo conoscevo da decenni, dal 1998 al 2012 siamo stati colleghi nello stesso dipartimento; era una persona dotata di spirito, di ottimo eloquio e di eccellente capacità di scrittura. Era inoltre poeta fine e attore. Imitava l'eloquio degli amici convincentemente!  
Grande è il mio dispiacere. 

Commenti

Gioia ha detto…
Io l'ho saputo solo oggi, dopo due anni, da un'amico comune. Sono rimasta allibita, lo incontravo in università prima e poi per strada, eravamo vicini di casa. Era arguto e scherzoso, sensibile e attento al sociale. Mi spiace davvero molto! Maria Grazia Giaume
Unknown ha detto…
l'ho saputo oggi, leggendo il testo del Prof. Spinosi verso il quale google mi ha indirizzato...cercavo notizie del Prof. Catarsi desiderando incontrarlo, dopo tanti anni, durante il mio prossimo viaggio in Italia; è stato il mio professore di Sociologia della Conoscenza e Metodologia della Ricerca sociale; inutile dire a chi lo conosceva quanto fosse erudito e quante cose mi ha trasmesso durante quelle lezioni. Dei momenti di felicità che hanno contribuito alla mia formazione. Sono egoisticamente triste e disperata per me, poiché non potro' più incontrarlo e conoscere il suo punto di vista su questo mondo e su come sta andando...forse si è ritirato proprio per questo? Il suicidio è un atto di estrema libertà per chi è stato sempre un pensatore libero, originale, senza catene? Non piango per lui, che probabilmente ha fatto cio' che riteneva giusto; piango per me per questa assenza e per le domande che non potro' porgli. Un grande uomo. Vorrei tornare indietro ed assistere ancora ad una sua lezione, a una conferenza, parlargli, scambiare con lui. All'università ho avuto la fortuna di conoscere molti professori interessanti, che abbraccio e conservo nel ricordo, e Carlo Catarsi era uno di quelli. A coloro che lasciavano la lezione in anticipo augurava in francese: Bon Voyage! un saluto cortese ma carico di significato. In tutti questi anni l'ho ricordato spessissimo, continuamente, mi ha trasmesso qualcosa che ha influenzato il mio modo di pensare e mi ha dato libertà...e mia ha trasmesso anche l'abitudine di dire: come dicava il Catarsi...bon voyage!
Caro professor Catardi, con immenso affetto le dico: Bon Voyage!
Lia Pisani
cassandralogos ha detto…
Sono la sorella di Carlo Catarsi. Ringrazio tutti per le parole con le quali lo state ricordando. E' vero, era così. Sono mesta ma felice che abbia seminato così tanto. Lo desiderava , con determinazione, intelligenza, passione e generosità. Grazie ancora. Anna Maria Catarsi
Chy ha detto…
Caro carlo, il mio pensiero torna spesso a te. Sei stato importantissimo nel mio percorso universitario. Gli esami, i consigli e le lunghe chiaccherate che porterò sempre nel cuore. Da quando ho saputo quello che è successo non sono mai riuscita ad associare la tua persona al gesto. Ma ognuno di noi porta nel cuore tante cose che difficilmente emergono all'esterno... Ovunque tu sia in questo momento, mi auguro che ti arrivi questo mio pensiero.
Un caro saluto
Chiara

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